Samsung Galaxy Z Fold 4 punterà tutto sulla potenza: ecco la presunta scheda tecnica. Aggiornato: spunta un altro leak

Nel corso dell’ultimo mese abbiamo parlato più volte dell’atteso Samsung Galaxy Z Fold 4, mostrandovi render e anticipazioni su alcune caratteristiche tecniche. Ora il leaker Yogesh Brar ha pubblicato la presunta scheda tecnica completa del nuovo pieghevole (qui trovate una nostra selezione dei migliori in commercio) del gigante sudcoreano.

Come si può vedere dal Tweet, Yogesh Brar, che ha una reputazione di leaker fidato, prevede l’ultimo nato in casa Qualcomm per il pieghevole di Samsung e fino a ben 16 GB di RAM (rispetto ai 12 del Galaxy Z Fold 3). Per il resto, le specifiche sono in linea con quelle già trapelate nei giorni scorsi, con un blocco fotocamere che riprende quello dei Galaxy S22 e S22 Plus. Ricapitoliamole:

  • Schermi:
    • pieghevole QXGA + da 120 Hz da 7,6 pollici
    • esterno HD + da 120 Hz da 6,2 pollici
  • Processore: Snapdragon 8+ Gen 1
  • RAM: 12/16 GB
  • Archiviazione: 256/512 GB
  • Fotocamere:
    • principale da 50 MP
    • ultrawide da 12 MP 
    • teleobiettivo 3x da 12 MP
  • Fotocamera anteriore: 10 MP
  • Fotocamera selfie schermo pieghevole: in-display da 16 MP
  • Batteria: 4.400 mAh con ricarica da 25 W (come Z Fold 3)

Al Tweet di Yogesh Brar è da poco seguito quello dell’arcinoto Ice Universe, che riporta le specifiche del Galaxy Z Fold 4 come 100% accurate con alcune differenze rispetto a quelle da noi annunciate stamattina. 

  • la fotocamera selfie interna sarà sempre under-display (UDC), ma da 4 MP e non da 16 MP. Quindi in sostanza rimarrebbe invariata rispetto al Galaxy Fold 3
  • la RAM sarebbe di 12 GB (quindi come il predecessore)
  • la fotocamera zoom sarà da 10 MP (e non da 12)

Per il resto i due leaker concordano per processore, schermi (entrambi AMOLED), batteria e altre fotocamere. La lotta è aperta, chi avrà ragione? 

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Realme 9 5G europeo è differente: un cuore tutto Snapdragon

Torniamo a parlare delle prossime novità per il mercato smartphone che ha in serbo Realme. La prossima settimana è infatti previsto un evento di lancio ufficiale.

Durante l’evento vedremo il nuovo Realme 9 5G, lo smartphone di gamma media che come al solito proverà a stupire con la sua scheda tecnica. Nelle ultime ore sono trapelati importanti dettagli sulla variante del device che vedremo in Europa: rispetto alla versione asiatica che monta un processore MediaTek Dimensity 810, sul modello europeo vedremo un processore Snapdragon 695.

Sempre in termini di differenze, il display del modello europeo sarà in grado di proporre un refresh rate massimo di 120 Hz, invece che di 90 Hz come offerto dal modello commercializzato in Asia. Il sensore principale della fotocamera posteriore scatterà a 50 megapixel (mentre quello asiatico scatta a 48 megapixel).

Tutto il resto delle specifiche tecniche dovrebbe rimanere identico a quanto visto per Realme 9 5G venduto in Asia. Non ci resta che scoprire il prezzo di lancio, ne sapremo sicuramente di più a valle dell’evento del 12 maggio.

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Realme 9 5G europeo è differente: un cuore tutto Snapdragon

Snapdragon 7 Gen 1 non convince del tutto nel suo primo benchmark

Non è un segreto: Qualcomm sta lavorando ad un nuovo chip mobile che andrà a sostituire l’apprezzatissimo Snapdragon 778G, campione indiscusso per gli smartphone di fascia medio-alta di questa generazione. Il successore, Snapdragon 7 Gen 1, non ha però convinto del tutto in un primo benchmark AnTuTu trapelato in rete.

Stando a quanto condiviso dal leaker Digital Chat Station, Snapdragon 7 Gen 1 sarà prodotto con un processo produttivo a 4 nm e offrirà 8 core, divisi in 4 core Cortex-A710 con frequenza di 2,4 GHz e 4 core Cortex-A510 a 1,8 GHz, il tutto unito a una GPU Adreno 662. Come detto però, il SoC non colpisce per quanto riguarda il benchmark.

Su AnTuTu, Snapdragon 7 Gen 1 totalizza circa 170 mila punti, per quanto riguarda la CPU: questo punteggio lascia molto a desiderare, soprattutto se confrontato con quello di Snapdragon 778G (circa 160 mila punti) o di Dimensity 8000 di MediaTek (circa 191 mila punti). Fermo restando che bisognerà vedere comunque in azione il processore per dare un giudizio sull’esperienza utente, speriamo comunque che Qualcomm riesca in qualche modo a migliorare questa situazione.

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Snapdragon 7 Gen 1 non convince del tutto nel suo primo benchmark

OPPO sta lavorando a Reno8 Lite: tutto quello che sappiamo sullo smartphone

OPPO si prepara a tornare all’assalto della fascia medio-bassa degli smartphone anche in Europa: l’azienda cinese sta lavorando a Reno8 Lite 5G, dispositivo che è essenzialmente identico, sia per specifiche che per design, a OPPO Reno7 Lite (quest’ultimo dunque destinato al mercato asiatico). 

OPPO Reno8 Lite 5G dunque avrà uno schermo da 6,43 pollici in risoluzione 2400 x 1080 pixel, con un foro posto in alto a sinistra per la fotocamera anteriore, che sarà da 16 MP. Le fotocamere posteriori saranno tre (64 MP + 2 MP + 2 MP). Per quanto riguarda l’hardware, si parla di una CPU Snapdragon 695 5G octa core con frequenza a 2,2 GHz, unita a 8 GB di RAM e 128 GB di memoria interna. Non mancherà il supporto a 5G e Bluetooth 5.1. La batteria invece sarà da 4500 mAh, con ricarica rapida a 33 W. Sfortunatamente, il sistema operativo dovrebbe essere solo Android 11.

Lo smartphone sarà disponibile in due colorazioni, Black e Rainbow Silver, e arriverà in Europa ad un prezzo di circa 350 €. Purtroppo non sappiamo ancora una data di lancio precisa per il nostro mercato.

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OPPO sta lavorando a Reno8 Lite: tutto quello che sappiamo sullo smartphone

Tutto quello che c’è da sapere sulla missione di Samantha Cristoforetti sulla Iss

AGI – Alle 9.52 di questa mattina la navicella spaziale Crew Dragon Freedom, con il vettore Falcon 9, di SpaceX, è decollata dalla piattaforma di lancio 39 A del Kennedy Space Center, in Florida, dando il via all’Expedition 68 e alla missione Minerva.

Scopo della spedizione, quello di portare quattro astronauti, tra cui l’italiana Samantha Cristoforetti, sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). L’astronauta, classe ’77, nata a Milano, è stata la prima donna italiana negli equipaggi ESA, e compie oggi il secondo volo verso l’ISS.

La precedente esperienza risale al 2014, quando a bordo della navicella russa Soyuz aveva raggiunto la stazione orbitante, soggiornandovi per ben 199 giorni, 16 ore e 42 minuti. L’equipaggio dell’Expedition 68 è formato dal comandante di veicolo Kjell N. Lindgren, dal pilota Robert Hines e dalle specialiste di missione Samantha Cristoforetti e Jessica Watkins.

Dopo una serie di rinvii, dovuti alla necessità di eseguire degli accertamenti e alle condizioni meteo sfavorevoli, gli astronauti sono entrati nella navicella spaziale con le futuristiche tute spaziali progettate da SpaceX e hanno effettuato le procedure di decollo. Saranno ora necessarie circa 30 ore per raggiungere l’ISS, dove gli astronauti si uniranno ai colleghi già presenti sulla stazione.

Nel corso della missione, che si prevede durerà circa sei mesi, gli astronauti dovranno compiere circa 150 esperimenti. Ben sei di questi test sono stati progettati da scienziati e ricercatori italiani, affiliati all’Istituto Italiano di Tecnologia, all’Università La Sapienza di Roma, al Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), all’Università di Tor Vergata, del Consiglio nazionale delle ricerche, all’Università di Trieste e all’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).

Alcuni esperimenti sono stati ideati per studiare gli effetti dell’assenza di gravità su tessuti umani, sull’apparato riproduttivo e sul sistema uditivo. Altri rientrano nel campo della biologia e della scienza dei materiali. Obiettivo a lungo termine della ricerca è quello di comprendere più approfonditamente le conseguenze della permanenza nello spazio sull’organismo, in vista di viaggi più lunghi e duraturi verso Marte.

Nei prossimi sei mesi, l’equipaggio dovrà quindi svolgere una serie di attività, e per AstroSamantha, il nome della Cristoforetti sui social, non è esclusa la possibilità di passeggiate spaziali, o EVA. Uno dei compiti degli astronauti sarà infatti quello di completare l’installazione dello European Robotic Arm, il nuovo braccio robotico della Stazione Spaziale.

Molto attiva sui social, Samantha Cristoforetti ha spiegato di aver portato con sé degli oggetti speciali per realizzare video destinati all’intrattenimento dei più giovani. A poche ore dal lift-off, AstroSamantha ha festeggiato il suo 45esimo compleanno, e ha scritto sui suoi profili di aver ricevuto “la migliore candelina di sempre”. 

Long birthday this year! We started last night with the “ultimate dinner” meal (it was already the 26th in Europe!) & many treats from the fantastic team here in quarantine. More cakes today & more birthday wishes, including some fantastic ones from my launch guest friends and…

— Samantha Cristoforetti (@AstroSamantha) April 26, 2022

 


Tutto quello che c’è da sapere sulla missione di Samantha Cristoforetti sulla Iss

Nuovi dettagli su Xiaomi MIX Fold 2: sappiamo tutto sul display

Torniamo a parlare del prossimo pieghevole in casa Xiaomi, il MIX Fold 2 del quale è trapelata già una consistente quantità di leak nelle settimane precedenti.

Nelle ultime ore il noto leaker cinese Digital Chat Station ha fornito ulteriori dettagli su cosa attenderci dal display di Xiaomi MIX Fold 2. Il dispositivo, che è identificato dal codice 22061218C, dovrebbe arrivare sul mercato con un display di diagonale pari a 8″, mentre quello secondario esterno avrà una diagonale pari a 6,5″.

Entrambi i display di Xiaomi MIX Fold 2 dovrebbero supportare dei refresh rate elevati, pertanto possiamo aspettarci che i valori massimi arrivino ai 120 Hz.

Rimane ancora un’incognita la data di lancio di Xiaomi MIX Fold 2, così come non è chiaro se l’azienda cinese intende commercializzarlo da subito anche in Europa.

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Nuovi dettagli su Xiaomi MIX Fold 2: sappiamo tutto sul display

WhatsApp fa il punto sulle note vocali: ecco tutto quello che è cambiato (e cosa cambierà)

Tra le funzioni di WhatsApp più utilizzate e apprezzate dagli utenti troviamo sicuramente i messaggi vocali: nel corso degli ultimi mesi, gli sviluppatori hanno aggiunto diverse funzionalità tramite i tanti aggiornamenti in beta, e ora è arrivato il momento di fare il punto della situazione.

In un post ufficiale, WhatsApp ha dunque parlato di tutte le funzionalità che hanno arricchito le note vocali:

  • Riproduzione a 1,5x e 2x: questa è praticamente disponibile per tutti, ma WhatsApp ha comunque dichiarato che ora il rollout sarò esteso proprio a tutti gli utenti della versione stabile dell’app.
  • Riproduzione in background: di questo ne abbiamo parlato recentemente. Il player è già disponibile sulla versione stabile per iOS, ma presto arriverà anche su quella per Android.
  • Visualizzazione della forma d’onda: cambiamento estetico che era già disponibile su desktop. Anche in questo caso il rollout sarà esteso a tutti gli utenti.
  • Continua riproduzione, ovvero riprendere la riproduzione dal punto in cui ci si era fermati. Questa funzione è disponibile solo in beta ma presto arriverà per tutti gli utenti della build stabile.
  • Anteprima delle note vocali: permette di ascoltare le note vocali prima di inviarle e eventualmente di riprendere la registrazione con la funzione citata dopo.
  • Mettere in pausa e riprendere la registrazione: già disponibile per i beta tester e presto per tutti.

L’azienda ha poi parlato di quanto i messaggi vocali siano apprezzati dagli utenti:

Quando abbiamo lanciato i messaggi vocali nel 2013, sapevamo che avrebbero rivoluzionato le abitudini comunicative degli utenti. Grazie al design intuitivo, abbiamo infatti reso la registrazione e l’invio dei messaggi vocali semplice come scrivere messaggi di testo. Ogni giorno, i nostri utenti inviano in media 7 miliardi di messaggi vocali su WhatsApp, ognuno dei quali è protetto da crittografia end-to-end per la massima privacy e sicurezza.

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La proposta di Venezia ai ‘remote workers’ di tutto il mondo

AGI – Dallo smart working, praticato da casa, allo smart working da qualsiasi città in cui ci possa trovare o anche trasferire. È la nuova tendenza dell’e-residency per i nomadi digitali. Ispirata al progetto Tulsa remote working, il nuovo corso ha preso le mosse negli Stati Uniti in piena era lockdown, a Tulsa, seconda città più grande dello Stato dell’Oklahoma, la 47esima più popolosa degli Stati Uniti, che ha lanciato un appello ai lavoratori a distanza per trasferirsi: “Ti pagheremo per lavorare da Tulsa”, il motto, offrendo in partenza 10.000 $ quale somma forfettaria per incentivare, ad esempio, l’acquisto di una casa.

Dall’inizio della pandemia Tulsa ha registrato oltre 10 mila domande di trasferimento per poter andare a lavorare in condizioni ritenute vantaggiose all’interno d’una comunità che mette a disposizione spazi di coworking e fornisce occasioni di lavoro e collaborazioni con altri imprenditori locali. “Ho un figlio di tre anni ed è stato davvero un bene per lui e per la nostra famiglia stare qui. Siamo in grado di permetterci un posto più grande in cui vivere. Abbiamo un cortile in cui giocare. E alcune di queste cose che non potevamo permetterci in California si sono rese più facili da fare qui a Tulsa”, dichiara Stefania Lloyd, di Santa Barbara, coordinatrice di eventi, nel corso di una delle tante testimonianze che si trovano pubblicate sul sito.

Sulla stessa falsariga, a partire da dicembre scorso la Fondazione Venezia, organizzazione per la tutela del patrimonio culturale cittadino, e l’Università di Ca’ Foscari hanno promosso il progetto “Venywhere” per incoraggiare la diffusione nella città lagunare di un nuovo modello di residenzialità legato, in particolare, ai cosiddetti anywhere workers, lavoratori da ogni dove e allo stesso tempo da nessun luogo in particolare, con lo scopo di combattere o, quantomeno, arginare lo spopolamento della città arrivata al suo minimo storico di abitanti: 50 mila contro i 174 mila degli anni Cinquanta. E invertire così il declino residenziale favorendo una forma di ripopolamento cittadino con lavoratori disponibili a trasferirsi in laguna per un periodo di tempo: da un minimo di sei mesi a un anno e anche più, l’augurio recondito.

I promotori di “Venywhere” ritengono infatti che Venezia sia un laboratorio ideale per poter sperimentare e favorire nuovi metodi di lavoro e di residenza trascorrendovi più tempo anziché una semplice vacanza. Anche Firenze, nel corso dell’aprile di un anno fa, ha lanciato un programma similare e la speranza è che le città d’arte che sono più dipendenti dal turismo di massa e dal fenomeno della gentrificazione possano riscattarsi, arricchendosi di nuove energie attivando una offerta di nuovi servizi e opportunità economiche per la comunità locale.

Il fenomeno del lavoro da remoto è infatti ormai diventato una componente importante e irreversibile del nuovo panorama lavorativo mondiale post Covid-19 e sue varianti, e offre al tempo stesso un’opportunità senza precedenti per ripensare il ruolo delle città e la loro stessa organizzazione, attraendo imprese e lavoratori qualificati. Sul sito della Fondazione Venezia si può infatti leggere che spesso “si tratta di ‘lavoratori della conoscenza’ che in città storiche come Venezia possono trasformarsi in una specifica categoria di residenti temporanei, tanto più numerosa quanto più perfezionati sono i dispositivi messi a disposizione per l’individuazione di abitazioni funzionali alle loro particolari esigenze.

Questa specifica categoria di residenti crea una nuova dimensione nelle dinamiche abitative, rivitalizzando e rafforzando la domanda di servizi dei residenti ‘ordinari’”, cosicché la presenza di questi lavoratori “può risultare strategica per il consolidamento di attività di vicinato, artigianali, commerciali e di servizio in senso stretto, contribuendo altresì al loro sviluppo”. 

Per quanto riguarda Venezia il progetto partirà a pieno regime dal prossimo settembre ma già dall’imminente mese di marzo avrà luogo una fase pilota di sperimentazione in collaborazione con Cisco, azienda leader mondiale delle tecnologie abilitanti le modalità di lavoro innovativo. Sedici dipendenti della società di San Josè in California, provenienti però da diversi paesi europei, testeranno infatti per tre mesi questa nuova esperienza, sperimentando non solo la funzionalità della piattaforma “Venywhere” e l’impatto che tutta l’iniziativa potrà avere sulla città di Venezia, comprese le tecnologie del futuro del lavoro e tutte le forme di collaborazione tra le persone e i team che vi sono distribuiti.

Attiva da sole poche settimane, la piattaforma “Venywhere” ha già registrato l’interesse di oltre 15 mila persone con oltre 1.200 iscrizioni di workers disponibili al trasferimento in laguna per aprirsi ad una nuova modalità di lavoro e di vita in una città nuova come Venezia, attiva e al tempo stesso coinvolgente. Trenta-quarantenni per lo più provenienti dagli Usa e dal Nord Europa disposti a far base in città per un periodo di sei mesi base. Ma la Fondazione Venezia si augura che essi possano anche restare e dar vita così ad una nuova colonia di residenti. Secondo uno slogan: “Workers from anywhere”, lavoratori da qualsiasi luogo.


La proposta di Venezia ai ‘remote workers’ di tutto il mondo

Tutto su OPPO Find X5: design, specifiche e promo di lancio per l’Italia

OPPO si avvicina sempre di più al lancio ufficiale dei suoi nuovi top di gamma, gli OPPO Find X5 che arriveranno in tre modelli sul mercato. Nelle ultime ore sono trapelati online importanti dettagli che riguardano da vicino il mercato italiano.

Le immagini che trovate nella galleria in basso mostrano il design di tutti i modelli di OPPO Find X5:

  • OPPO Find X5 Lite con tripla fotocamera posteriore composta dal sensore principale da 64 megapixel, un grandangolo da 8 megapixel e un macro da 2 megapixel. La fotocamera anteriore sarà da 32 megapixel, la batteria da 4.500 mAh con supporto alla ricarica rapida SuperVOOC da 65W. Il look peraltro sarebbe molto simile a quello di OnePlus Nord CE 2. La RAM ammonterà a 8 GB e sarà espandibile fino a 13 GB. Per il lancio in Italia è prevista una promozione fino al 24 aprile, per la quale sarà possibile il bundle con OPPO Enco Free 2, cover e OPPO Band 2.
  • OPPO Find X5 con tripla fotocamera posteriore composta dal sensore principale da 50 megapixel, un grandangolo da 50 megapixel e un teleobiettivo da 13 megapixel. La fotocamera anteriore sarà da 32 megapixel, e tutto il comparto fotografico sarà gestito dalla NPU proprietaria MariSilicon X, il processore sarà uno Snapdragon 888. Il display sarà da 6,56″ ultra-clear AMOLED e la batteria da 4.800 mAh con supporto alla ricarica rapida SuperVOOC da 80W e alla ricarica rapida wireless AirVOOC da 30W. La RAM ammonterà a 8 GB e sarà espandibile fino a 13 GB. Per il lancio in Italia è prevista una promozione fino al 24 aprile, per la quale sarà possibile il bundle con OPPO Enco Xcover e OPPO Watch Free.
  • OPPO Find X5 Pro con tripla fotocamera posteriore composta dal sensore principale da 50 megapixel, un grandangolo da 50 megapixel e un teleobiettivo da 13 megapixel. La fotocamera anteriore sarà da 32 megapixel, e tutto il comparto fotografico sarà gestito dalla NPU proprietaria MariSilicon X, il processore sarà uno Snapdragon 8 Gen 1. Il display sarà da 6,7″ AMOLED con refresh rate a 120 Hz e la batteria da 5.000 mAh con supporto alla ricarica rapida SuperVOOC da 80W e alla ricarica rapida wireless AirVOOC da 50W. La RAM ammonterà a 12 GB e sarà espandibile fino a 19 GB. Per il lancio in Italia è prevista una promozione fino al 24 aprile, per la quale sarà possibile il bundle con OPPO Enco Xcover, AirVOOC charger e OPPO Watch Free.

Le immagini appena condivise dal leaker includono anche il look di OPPO Pad, il tablet che l’azienda cinese presenterò ufficialmente al fianco della serie Find X5. Qui sotto trovate l’immagine della quale parliamo.

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Tutto su OPPO Find X5: design, specifiche e promo di lancio per l’Italia

È stato lanciato il satellite tutto italiano Cosmo-SkyMed

AGI – Il secondo satellite della costellazione Cosmo-SkyMed, finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana con fondi assegnati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dal Ministero della Difesa, è stato lanciato dalla base di Cape Canaveral Air Force Station.

La costellazione rappresenta un fiore all’occhiello dell’industria spaziale italiana, con Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio e con il contributo di un numero significativo di piccole e medie imprese. Il lancio del satellite di seconda generazione è arrivato dopo diversi rinvii dovuti anche al maltempo.

Il decollo è avvenuto 11 minuti dopo la mezzanotte italiana a bordo del vettore Falcon 9 della società americana SpaceX. Un nuovo importante traguardo per l’Italia che con questo lancio si aggiudica nuovamente un posto di primo piano nel campo dell’osservazione della Terra. Con il secondo satellite della costellazione, il sesto in orbita, saranno ampliate l’operatività e le capacità complessive dell’intera costellazione Cosmo-SkyMed, in linea con gli obiettivi prefissati dall’Asi e dal Ministero della Difesa, che ne hanno promosso, finanziato e diretto, nel ruolo di committenti, l’intero programma di sviluppo. Cosmo-SkyMed è la prima costellazione di satelliti a uso duale che da oltre quindici anni è impegnata nel monitoraggio dell’ambiente e del territorio, nella sicurezza e nella gestione delle emergenze. 

“Il successo di questo lancio rappresenta un momento cruciale per l’intera costellazione Cosmo-SkyMed di Seconda Generazione che, così ampliata e in vista della configurazione finale di 4 satelliti, garantirà un vero e proprio salto in termini di tecnologia e prestazioni, consolidando a livello mondiale la leadership di Thales Alenia Space nelle infrastrutture spaziali di Osservazione radar della Terra. Oggi, la seconda generazione punta infatti a definire lo standard di prestazione per tutti i sistemi di osservazione radar dallo Spazio. – ha commentato Massimo Comparini, Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia – Cosmo-SkyMed è una storia di successo industriale nonché la dimostrazione della nostra grande capacità di operare attraverso una collaborazione con i diversi attori del comparto spaziale, come l’Agenzia Spaziale Italiana e il Ministro della Difesa. Pertanto, mantenere all’avanguardia l’intera costellazione Cosmo-SkyMed, guardando con lungimiranza al futuro, è fondamentale per preservare il primato di tutta la nostra industria e della sua filiera in un mercato spaziale in continua evoluzione, nonché per assicurare la continua generazione di dati fondamentali per esigenze di sicurezza e sostenibilità”. 

“Siamo orgogliosi come Gruppo Leonardo e come Telespazio di essere tra gli artefici dello sviluppo e dell’affermazione della più evoluta costellazione satellitare radar al mondo – ha dichiarato Luigi Pasquali, Coordinatore delle Attività spaziali di Leonardo e Amministratore Delegato di Telespazio – Cosmo-SkyMed, con le sue capacità operative fortemente innovative, contribuisce fin dal 2007 al monitoraggio continuo della superficie terrestre, ai bisogni relativi alla sicurezza e alla gestione degli eventi naturali fornendo un contributo di primaria importanza ai suoi utenti sia civili che della Difesa”.

Con il posizionamento in orbita anche del secondo satellite che usufruisce delle più recenti tecnologie e soluzioni ingegneristiche CSG andrà progressivamente a sostituire il sistema di prima generazione, incrementando le prestazioni del sistema, ed estendendo significativamente il campo delle applicazioni offerte, in vista della configurazione finale di quattro satelliti.

L’intero sistema, compreso il segmento di terra, imposterà lo standard di prestazione per tutti i sistemi di osservazione radar dallo spazio, in termini di precisione, qualità dell’immagine e servizi flessibili per l’utente.

Nel corso degli anni i dati restituiti dal sistema Cosmo-SkyMed hanno fornito informazioni fondamentali nel monitoraggio dell’ambiente e del territorio, nella sicurezza o nella gestione delle emergenze. In qualità di missione partecipante al programma europeo Copernicus, ad esempio, Cosmo-SkyMed è stato utilizzato dal servizio di Emergency Mapping-Rapid Mapping della Commissione Europea, guidato da un consorzio internazionale guidato da e-GEOS (Telespazio 80%/ASI 20%), per monitorare la recente eruzione vulcanica sull’isola di La Palma, nell’arcipelago delle Canarie, contribuendo con dati e mappe al controllo dei movimenti della lava.

Il lavoro effettuato sull’isola ha mostrato una delle caratteristiche più innovative dei satelliti Cosmo-SkyMed di seconda generazione, la capacità di acquisire dati con due -in alcune modalità quattro-  polarizzazioni diverse, con importanti benefici in termini di rapidità nella risposta e di efficienza nell’uso della risorsa satellitare, dal momento che in passato lo stesso risultato si otteneva con molteplici passaggi del satellite.

Il ruolo dell’industria

Per Cosmo-SkyMed l’industria italiana gioca un ruolo di primo piano, con Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio, insieme a un numero significativo di piccole e medie imprese. Thales Alenia Space è responsabile dell’intero programma Cosmo-SkyMed di Seconda Generazione, inclusa la progettazione e lo sviluppo dei satelliti e la progettazione, l’integrazione e la messa in servizio del sistema end-to-end. Telespazio è responsabile della progettazione e dello sviluppo del segmento di terra CSG e della fornitura dei servizi di logistica integrata e operazioni (ILS e OPS).

Dal Centro spaziale del Fucino di Telespazio, joint venture Leonardo (67%) e Thales (33%), viene gestita la fase di lancio e messa in orbita (LEOP – Launch and Early Orbit Phase) del satellite e da qui sono acquisiti i primi dati di telemetria inviati dal satellite.

Leonardo contribuisce inoltre al programma fornendo i sensori di assetto stellare per l’orientamento del satellite, i pannelli fotovoltaici e le unità elettroniche per la gestione della potenza elettrica

I dati di Cosmo-SkyMed sono commercializzati in tutto il mondo da e-GEOS, joint venture tra Telespazio (80%) e ASI (20%), che sviluppa applicazioni e fornisce servizi operativi basati sugli stessi dati.


È stato lanciato il satellite tutto italiano Cosmo-SkyMed

Very Mobile insiste con le winback: tutto illimitato e 220 GB a 9,90 euro al mese

Very Mobile è l’operatore virtuale che è attivo nel mercato italiano su rete WindTre, e ha appena rinnovato la sua offerta winback dedicata ai suoi ex clienti. Andiamo a vedere insieme i dettagli.

Very Mobile Very X

  • Minuti illimitati di chiamate verso tutti i numeri nazionali.
  • SMS illimitati verso tutti i numeri nazionali.
  • 220 GB di traffico dati fino alla velocità del 4G.
  • Tariffa mensile pari a 9,90 euro.
  • Nessun costo di attivazione e di acquisto della nuova SIM.

L’attivazione dell’offerta è disponibile esclusivamente per coloro che riceveranno il relativo SMS informativo. Questo è il testo del messaggio:

Per te 220 Giga, minuti e SMS illimitati a soli 9,99 euro al mese se passi a Very entro il 10 gennaio 2022! In più attivazione e SIM Gratis online. Info e condizioni su verymobile.it/gpromo

L’offerta sarà disponibile fino al prossimo 10 gennaio per coloro che riceveranno la proposta via SMS. Un’offerta simile è disponibile all’attivazione anche per coloro che richiederanno la portabilità del numero da altri operatori come Iliad e Fastweb. A questo indirizzo troverete maggiori dettagli.

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Very Mobile insiste con le winback: tutto illimitato e 220 GB a 9,90 euro al mese

Tutto pronto per Xiaomi 12: ecco le immagini per il lancio

Subito dopo Natale arriveranno giorni importantissimi per Xiaomi, la casa cinese che lancerà ufficialmente i nuovi top di gamma Xiaomi 12 in Cina. Dopo aver scoperto le sue specifiche tecniche, è ora di vedere i render ufficiali.

Le immagini che trovate in galleria saranno probabilmente usate da Xiaomi per presentare alla stampa Xiaomi 12. Sul retro vediamo un modulo fotografico con tre sensori, di cui uno più grande. Il principale scatterà a 50 megapixel, mentre anteriormente ci sarà un singolo sensore centrale nel foro praticato nel display, il quale sembra avere dei bordi laterali leggermente curvi.

 

Per conoscere a fondo la scheda tecnica ormai ufficiale vi invitiamo a leggere l’articolo che gli abbiamo dedicato. L’appuntamento con la presentazione ufficiale è fissato al 28 dicembre.

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Tutto pronto per Xiaomi 12: ecco le immagini per il lancio

L’autonomia di Xiaomi Mi 11 Lite 5G non convince del tutto DxOMark

Xiaomi ha lanciato Mi 11 Lite 5G ad agosto di quest’anno: si tratta di un dispositivo base di gamma con caratteristiche tecniche davvero interessanti, soprattutto per la fascia di prezzo a cui è proposto. DxOMark ha voluto testare l’autonomia del dispositivo che, seppur non sia male, non convince a pieno la testata francese.

Queste le caratteristiche dello smartphone che più incidono sulla durata della batteria:

  • Capacità della batteria: 4250 mAh
  • Caricatore da 33W
  • Schermo da 6,55 pollici, risoluzione 1080 x 2400, refresh rate a 90 Hz, tecnologia AMOLED
  • Qualcomm Snapdragon 780G (5 nm)
  • Variante testata da 8 GB + 128 GB

Il punteggio assegnato è di 67 punti: non si tratta di un valore troppo alto, considerando che nella fascia di prezzo di Mi 11 Lite 5G troviamo OnePlus Nord CE 5G (in testa con 89 punti) oppure Xiaomi Redmi Note 10 Pro (con 84 punti).

Mi 11 Lite 5G ha un’autonomia di quasi due giorni con uso moderato (utilizzo giornaliero di 4 ore), mentre con un uso intenso l’autonomia scende a poco più una giornata. La ricarica è veloce e in mezz’ora si raggiunge il 60%, ma purtroppo in 4G l’autonomia scende parecchio velocemente, soprattutto durante lo streaming audio e video.

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L’autonomia di Xiaomi Mi 11 Lite 5G non convince del tutto DxOMark