Assistant e Google Home si arricchiscono di nuovi suoni, nuove storie e servizio broadcast migliorato (video)

Google si prepara a implementare nuove funzioni per Google Assistant e Google Home e potenziarne di preesistenti, il tutto a ridosso della festa della mamma. Tra le più interessanti abbiamo sicuramente la possibilità di estendere la trasmissione dei messaggi broadcast non solo agli smart speaker e display di Google e Nest presenti nella casa, ma anche, tramite Assistant, agli smartphone dei componenti della famiglia, sia su Android che su iOS.

Altra aggiunta, forse non così sensazionale, ma di certo gradita, sarà l’aggiunta di due nuove “Family Bell“, promemoria per la famiglia di cui vi avevamo parlato qui: le due nuove ricorderanno ai membri della famiglia di innaffiare le piante e di rassettare la casa. Google ha dichiarato che queste funzioni dovrebbero essere tradotte in 8 nuove lingue, italiano incluso, nelle prossime settimane.

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In ultimo Google sta finalmente rendendo disponibili nuove storie e nuovi giochi accessibili tramite smart display o smartphone Android. Grazie alla nuova partnership con Pottermore Publishing, nuove storie sul mondo magico creato da J.K. Rowling arriveranno a noi utenti, per esempio dicendo “Hey Google, raccontami una storia di Quidditch“. Sarà inoltre aggiunta sugli smart display anche la serie “Who was” (Chi era), assieme a nouvi Easter Egg e canzoni che permetteranno ai bambini d’imparare cose nuove in modo divertente e interattivo, sebbene non sia ancora confermato che anche queste funzioni verranno tradotte e rese disponibili in altre lingue.

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Abbiamo provato un PC ed un proiettore (con Android) così piccoli che… (foto e video)

Vi ricordate di Cardroid? Ebbene gli stessi autori della chiavina per (Android) Auto sono ora al lavoro su un nuovo progetto completamente diverso. Ecco a voi Pantera Pico PC, un vero personal computer, ma così piccolo che il prefisso “mini” gli andava largo.

Hardware e Prestazioni

4 porte USB-A (3x 3.0 + 1x 2.0), HDMI 2.0, slot microSD, jack audio, USB-C (per l’alimentazione). Ci sono più porte in questo Pico PC che non in molti mini PC, e tra l’altro, se le affermazioni dell’azienda sono veritiere, è il primo al mondo con 4 porte USB, e quello con più porte di tutti in generale.

Immaginatelo su una scrivania, con attaccati tastiera, mouse e monitor. Ad un occhio poco attento potrebbe sembrare un qualche accessorio ed invece è colui che li anima tutti, forte di un hardware sì di fascia bassa, ma forse non così tanto come potreste pensare.

All’interno: processore Intel J4125 quad-core a 2 GHz, 8 GB di RAM LPDDR4, SSD SATA M.2 da 256 GB, dual band Wi-Fi, Bluetooth e Windows 10 Pro. Ci sono anche versioni con meno memoria, ed anche una con 512 GB di storage, mentre lato software c’è anche l’opzione Ubuntu.

Stiamo parlando al presente ma in realtà dovremmo usare il futuro, dato che la campagna di raccolta fondi per Pantera Pico PC non è ancora iniziata, e dovrebbe prendere il via a giugno (ulteriori informazioni in questa pagina).

Il modello che abbiamo in prova è quindi una unità di pre-produzione, che si è rivelata sorprendentemente capace. Ci è arrivata in inglese, ma dopo un po’ di download e riavvii l’interfaccia di Windows è diventata in italiano, e se soprassediamo sul fatto che mouse e tastiera non sono inclusi (ma dovrebbero esserci dei bundle al momento del lancio), dobbiamo dirci stupiti. Si perché questo Pico PC gira straordinariamente bene; nei limiti del possibile.

Lato multimediale è notevole: ha riprodotto senza indugio tutti i nostri file di test, inclusi VP9, HDR, Dolby Vision, H.265/4 a 140Mbit e 10-bit, Dolby Audio. Insomma, tutti i principali formati audio/video sono supportati egregiamente. Idem dicasi per i servizi di streaming: Netflix e Prime Video su Edge non hanno mai dato problemi.

Ed anche la navigazione è ok, a patto di contenersi possibile entro le dieci schede aperte e soprattutto senza troppo contenuti pesanti in esecuzione concorrente. Il caricamento delle pagine è abbastanza lento, e non parliamo di un fatto di connessione, quanto di rendering della pagina stessa. Questo fenomeno è più visibile nei siti ricchi di contenuti diversi come Repubblica o Gazzetta, mentre per quanto riguarda YouTube la riproduzione è fluida anche in 4K, ma a patto di non avere troppe altre schede a “dare fastidio”.

Il collo di bottiglia in questi casi è il processore, dato che lo storage è piuttosto veloce, ed il quantitativo di RAM più che sufficiente per tutte le operazioni comuni. Abbiamo fatto qualche test anche con la suite Office di Microsoft, e l’impressione è la medesima: per quanto riguarda l’uso generico non ci sono criticità, ma se usaste molte formule su Excel o tante animazioni in Power Point, non aspettatevi certo un’esperienza cristallina.

Per chi abbia esigenze di computing medio/basse, per guardare la posta, controllare i propri siti/social preferiti, compilare qualche documento e guardare film in locale o in streaming, è una macchina “perfetta”: minima spesa e soprattutto ingombro, buona resa.

Attenzione però al calore. Il profilo del Pantera Pico PC è tutto in metallo (tra l’altro saranno realizzate anche delle versioni colorate: rosso, viola, rosa e altro), e diventa facilmente molto rovente durante l’uso, perché di fatto viene utilizzato per dissipare il calore all’esterno. La parte superiore è invece in plastica, con un LED blu che si illumina quando il Pico PC è acceso.

Accessori

Proiettore

Per proiettare un Pico PC non ci vuole un proiettore grande, ma un grande proiettore. Parafrasiamo una nota pubblicità per presentarvi il secondo (ma non meno importante) elemento di Pantera Pico PC: un pico proiettore con Android. Sì, avete letto bene, si tratta di un piccolissimo proiettore WVGA (854×480 pixel), grande più o meno quanto il pico PC stesso, che per certi versi ci ha sorpreso più di quest’ultimo.

Grazie alla mini HDMI può proiettare bene o male qualsiasi fonte esterna vogliate, incluso appunto il pico PC, ma anche senza collegarsi a niente e nessuno potete usarlo senza problemi. Al suo interno c’è infatti Android (7.1.2, quindi non aspettatevi upgrade), con una interfaccia abbastanza facilmente navigabile col telecomando in dotazione.

Il problema è che il sistema operativo “finge” di essere uno smartphone e pertanto molte app hanno un’interfaccia poco adatta al controllo con telecomando. Per fortuna quest’ultimo ha anche una funzione di mouse, che fa comparire un puntatore che potete muovere con le frecce direzionali. Non è il massimo della comodità, ma si fa di necessità virtù.

In compenso la parte superiore del proiettore è touch, e potete usare quella per muovervi un po’ più velocemente nell’interfaccia, per quanto l’area sensibile al tocco sia così limitata che spesso non è facile nemmeno così. Di YouTube è stata preinstallata la versione per TV, quindi nel suo caso è facile, ma con Netflix dovrete appunto ingegnarvi come sopra.

La velocità poi non è certo il suo forte: i titoli richiedono qualche secondo più della media per avviarsi, che sia YouTube, Netflix o altro, ma grazie alla porta USB potrete riprodurre anche dei contenuti locali, anche se da questo punto di vista le performance del Pico PC sono superiori. Parliamo infatti di un dispositivo con SoC Rockchip RK3128, 1 GB di RAM DDR3 e 16 GB di storage (che sono più della media). Tutte le informazioni tecniche sono disponibili sul sito del produttore.

In ogni caso è chiaro che questo non sia un proiettore pensato per diventare il centro multimediale di casa, quanto piuttosto per un utilizzo casuale, forte delle sue doti di portabilità e autonomia.

Sì perché c’è un altro elemento importante: il proiettore funziona anche a batteria. Lo potete utilizzare tramite l’alimentatore in dotazione (in questo caso le ventole si fanno più presenti), ma quando scollegato dalla corrente per almeno un’oretta dovrebbe farvi compagnia (l’autonomia è variabile: collegando il Pico PC è superiore ad utilizzare solo la parte android).

Pensatelo ad esempio in ufficio, per una rapida presentazione da una stanza all’altra, o nella cameretta dei bambini, per fargli rivivere un po’ il cinema o per proiettare qualche bel cartone. Ha un suo perché insomma, tanto che ci siamo trovati ad utilizzarlo più di quanto non avremmo pensato noi stessi.

Anche perché, ultimo ma non meno importante, la qualità video non è malvagia. Se usato per proiettare Windows i suoi limiti li mostra, perché parliamo comunque di un’interfaccia piena di scritte, alcune anche molto piccole, ma se ci guarderete un film o un cartone animato, vi assicuriamo che non sfigura affatto. I colori sono piuttosto vivaci e contrastati, e si può riempire tranquillamente una bella parete (100 pollici circa, ma anche spingendosi un po’ più in là non è che noterete chissà che perdita di qualità).

Unico difetto: il proiettore deve essere precisamente di fronte alla parete dove volete proiettare l’immagine, perché se lo inclinerete di lato non avrete funzioni per regolare il trapezio dell’immagine. Invece, se si tratta di inclinarlo verso l’alto o verso il basso, la keystone correction è automatica (fino a circa 40°)

Parliamo di ambienti abbastanza bui, ma anche con la luce del giorno è sufficiente che il sole non batta sulla parete di proiezione e ve la caverete. Certo, con un telo dedicato la qualità migliora sensibilmente, ma se non ne aveste uno non vale certo la pena comprarlo per un proiettore del genere. In ogni caso, considerando le dimensioni esigue ed il fatto che non richiede sempre di essere alimentato, l’unione di qualità video e flessibilità ve lo faranno senz’altro apprezzare. Ah, e c’è anche un treppiedi incluso, per indirizzarlo al meglio.

Powerbank

Per rendere il tutto davvero portatile, in caso di necessità, il Pantera Pico PC può essere alimentato grazie ad una Power Station. Purtroppo il modello che ci hanno inviato era proprio un pre-pre-produzione, senza alcuna informazione sulla capacità stampata sopra, e con un adesivo CE che poteva provenire da qualsiasi altro prodotto.

Funziona, sia chiaro: ha anche una uscita USB-A in modo da poterci ricaricare smartphone ed altro, più un ingresso per la ricarica ed una uscita per alimentare il Pico PC. È un po’ un mattone, ma del resto sarebbe stato il contrario, ci piacerebbe potervi dare però qualche informazione tecnica in più che al momento ci sfugge, ma che sarà senz’altro pubblicata su Indiegogo al momento opportuno.

Prezzo

Come già accennato più volte, la campagna di raccolta fondi non è ancora disponibile, e partirà solo il 14 giugno per concludersi due mesi dopo, pertanto i prezzi che abbiamo sono solo preliminari. Si parte da 169$ per la versione 4/64 GB e si arriva a 229$ per la 8/512 GB. Ci sono varie versioni intermedie e alcuni bundle, ma non ha senso ragionarci sopra adesso che potrebbero facilmente cambiare. Dando per scontato per un attimo che tutto rimanga così, il prezzo non è malvagio, ma aspettiamo di esserne sicuri e di vedere anche tutti gli accessori che saranno disponibili.

Il progetto è interessante, probabilmente non troppo mainstream, ma ciò non di meno interessante. E non è solo una fatto di originalità dei prodotti, ma soprattutto perché funzionano davvero, non solo solo un piccolo PC ed un piccolo proiettore, ma hanno il loro perché; come abbiamo visto finora.

Vi terremo aggiornati sul suo evolversi ma vi invitiamo anche a visitare il sito ufficiale per ulteriori informazioni. Continua a leggere Abbiamo provato un PC ed un proiettore (con Android) così piccoli che… (foto e video)

Su Opera arriva lo stream dei video su Chromecast, ma c’è ancora del lavoro da fare

Il browser web più utilizzato su smartphone Android è senza dubbio Chrome, ma sul Play Store è presente qualche alternativa molto interessante. Tra queste, abbiamo sicuramente l’app Opera, che recentemente si è aggiornata con una funzione davvero molto utile, o quasi.

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Con l’ultima versione di questo browser arriva infatti la possibilità di condividere i video su un dispositivo Chromecast, ma purtroppo questa funzione è compatibile solo con il player di default: questo vuol dire che sarà possibile effettuare lo stream di video da Facebook o Reddit, ma non da Instagram o YouTube, dato che entrambi i servizi utilizzano player proprietari.

Questa è sicuramente una limitazione davvero importante e speriamo che lo stream da qualsiasi player arrivi con un prossimo aggiornamento. Nel caso in cui vogliate dare una chance a Opera, potete scaricare l’app dal badge in basso.

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Su Opera arriva lo stream dei video su Chromecast, ma c’è ancora del lavoro da fare

La prossima video chiamata di gruppo la farete su Telegram, altro che Zoom, Meet o Skype!

Pavel Durov ha dato una succosa anticipazione su una funzione in arrivo a breve su Telegram: le video chiamate di gruppo, in pieno stile Zoom e soci, per capirsi.

La “dimensione video”, come lui stesso l’ha definita, arriverà nelle chat vocali in un momento non precisato di maggio, quindi comunque a stretto giro, e sarà accompagnata da tante funzioni utili: screen sharing, riduzione del rumore, supporto desktop e tablet ed ovviamente crittografia. Insomma, il pacchetto completo della videoconferenza, incluso nella grafica di Telegram e nella sua velocità.

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Al momento Durov non ha anticipato nulla di più, se non un breve filmato, che vi riproponiamo qui sotto, che lascia davvero ben sperare. Pronti ad abbandonare la vostra attuale app di riferimento per passare a Telegram anche per le video chiamate?

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La prossima video chiamata di gruppo la farete su Telegram, altro che Zoom, Meet o Skype!

Non potete spendere 700 dollari meglio di così! (foto e video)

Hasbro, assieme a Robosen Robotics, ha creato il Transformer che tutti avremmo voluto da piccoli: un Optimus Prime (Commander, per i fan italiani) che si trasforma da solo, programmabile, e controllabile via smartphone (Android ed iOS). Non esattamente possibile 30 anni fa, ma adesso realtà per coloro che abbiano 699,99$ da investire nella collector’s edition disponibile sul sito Hasbro. Ed a quanto pare sono stati in tanti a farlo, perché l’avveniristico giocattolo è già esaurito, almeno per adesso.

Optimus Prime Auto-Converting Programmable Advanced Robot, questo il lungo nome completo, è anche in grado di camminare sulle sue gambe quando in forma di robot, e di correre in modalità camion, è programmabile e può essere controllato anche tramite comandi vocali

E questo è appena l’inizio: visto il successo di questo primo modello, non possiamo affatto escludere che non arrivino anche altri Autobot/Decepticon (Autorobot/Distructor, sempre per i fan della vecchia serie italiana). Intanto gustatevi il rinato Optimus Prime in azione.

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Non potete spendere 700 dollari meglio di così! (foto e video)

Questa nuova skin di Fortnite è davvero molto “stonks” (video)

Non è la prima volta che Fortnite si rivolge alla cultura pop per la creazione delle skin per i suoi personaggi: basti pensare alle collaborazioni con Marvel o alla skin di John Wick, creata proprio per pubblicizzare l’uscita del film. Questa volta però gli sviluppatori hanno deciso di portare nel gioco letteralmente un meme.

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Stiamo parlando del meme Stonks, nato nel 2017, indica che una determinata cosa è vantaggiosa, utile o bella. La nuova skin, chiamata Diamond Hanz è già disponibile nello store del gioco e per giocare nei panni del famoso Stonks Guy dovete sborsare 1200 V-Buck.

Nella speranza che la skin possa portare fortuna ai giocatori, vi lasciamo al video che Epic Games ha rilasciato per presentare Diamond Hanz.

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Questa nuova skin di Fortnite è davvero molto “stonks” (video)

Il design di Huawei P50 Pro: la fotocamera sarà protagonista, ma non l’unica (video e foto)

In questa prima parte del 2021 abbiamo visto arrivare i top di gamma di Samsung, OnePlus, OPPO e Xiaomi, arrivati rispettivamente con la serie Galaxy S21, OnePlus 9, Find X3 e Mi 11. Tra i grandi manca all’appello Huawei, la quale sta lavorando ai nuovi Huawei P50.

Nelle scorse settimane abbiamo visto come Huawei P50 Pro si presenterà sul mercato con un modulo fotografico a dir poco appariscente, pronto per sfidare quello di Xiaomi Mi 11 Ultra che è stato presentato pochi giorni fa. Nelle ultime ore, LetsGoDigital ha condiviso degli interessanti render relativi a Huawei P50 Pro, basati sui rumor emersi nelle settimane precedenti.

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Le immagini che vediamo nella galleria in basso mostrano il modulo fotografico a forma di ellisse, che include un sotto-modulo circolare e almeno altri due sensori fotografici. Anteriormente vediamo un display forato al centro e con i bordi relativamente curvi ai lati.

Dal punto di vista tecnico, Huawei P50 Pro potrebbe sfoggiare un sensore fotografico mai visto prima su dispositivi mobili: si tratterebbe del Sony IMX800, di dimensione pari a 1″ e che dovrebbe dare il meglio di sé soprattutto in condizioni di bassa luminosità ambientale. Per il display ci si aspetta una risoluzione pari a 2.640 × 1.200 pixel con refresh rate pari a 120 Hz. Il processore sarà un HiSilicon Kirin 9000, con modem 5G integrato.

Proprio il processore e gli altri componenti hardware potrebbero risiedere alla base dell’ipotetico ritardo nel lancio che sta accumulando la nuova serie Huawei P50: il colosso cinese starebbe infatti riscontrando dei problemi con le forniture hardware e per questo non avrebbe ancora pianificato il lancio ufficiale dei suoi nuovi top di gamma. Vi ricordiamo che la serie Huawei P40 venne lanciata il 26 marzo 2020. Presumiamo che in questo influisca anche le difficoltà riscontrate da Huawei in seguito al ban inflitto dal governo statunitense.

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Hey Google, proprio non ti piacciono le notifiche di aggiornamento del Play Store? (video)

Poco più di un anno fa Google prese una decisione che fece discutere non poco online: rimuovere le notifiche di segnalazione di aggiornamento delle app tramite Play Store. La cosa fece tanto scalpore in alcuni ambienti che presto i colleghi di XDA rilasciarono un’app il cui compito era esattamente rimettere le cose come stavano prima. Successivamente, ascoltando la mole di richieste degli utenti, BigG è tornata sui suoi passi, reintroducendo prima dell’estate le tanto desiderate notifiche.

L’operazione però non è durata molto e diversi utenti ancora non riescono a riceverle nonostante l’apposito toggle sia correttamente attivato. La cosa diventa ancora più stridente se si pensa che sugli stessi Pixel realizzati da BigG se si prova ad attivare la funzione andando in Play Store > Impostazioni > Notifiche > Aggiornamenti completati non si ottiene nulla, come potete osservare nel filmato a fine articolo.

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Non è chiaro come mai le cose vadano in questo modo, sopratutto perché si tratta di una piccola, semplice funzionalità. Le lamentele per l’argomento sono ormai diventate strutturali, speriamo che Google se ne faccia carico per risolvere una volta per tutte. Nonostante la fiducia, consigliamo agli utenti interessati al tema di non trattenere il fiato in attesa di novità. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati, però!

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JerryRig spiega perché il ROG PHONE 5 può piegarsi (video)

ROG Phone 5 non ha superato il bend test dello youtuber JerryRigEverything, al secolo Zack Nelson, subendo danni così gravi da renderlo inutilizzabile, ma perché? Nessuno dei suoi antenati aveva infatti fallito così catastroficamente la medesima prova, quindi cosa rende il nuovo ROG Phone 5 diverso dai precedenti?

Ce lo svela ancora una volta Zack, che dopo averlo rotto dall’esterno, ha pensato bene di mostrarci cosa ci sia all’interno del gaming phone di ASUS, ed un elemento si è subito distinto come il principale punto di rottura: la batteria; o, meglio, le batterie.

LEGGI LA RECENSIONE: ROG PHONE 5

ROG Phone 5 è infatti dotato di due batterie da circa 2.800 mAh l’una, disposte orizzontalmente, nelle due metà opposte dello smartphone. Questo lascia in pratica una sorta di spazio vuoto nel mezzo, dove non sono stati collocati elementi di rinforzo e dove non ci sono altri componenti strutturali di pari rigidità. Le due batterie sono collegate con un cavo, non rigido in alcun modo, e la presenza delle antenne nella scocca accentua ulteriormente la fragilità della parte centrale, che in pratica è quasi un perno tra le due metà più rigide del telefono.

Alla luce di tutto questo, non ci meraviglia più di tanto che Zack sia riuscito a rompere ROG Phone 5 con relativa facilità. Ciò non significa che sia un telefono fragile in generale, ma solo che sedercisi sopra, per esempio, potrebbe non essere una buona idea. Basta insomma stare attenti a non sottoporlo ad eccessiva pressione, una cosa che normalmente non dovrebbe avvenire, ma che la maggior parte degli smartphone sembra comunque sopportare piuttosto bene. Utente avvisato, mezzo salvato. Video dimostrativo a seguire.

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JerryRig spiega perché il ROG PHONE 5 può piegarsi (video)

Con LEGO VIDIYO il controllo dei concerti sarà nelle vostre mani (foto e video)

L’etichetta Astralwerks appartenente al gruppo Universal Music Group (UMG) insieme a LEGO hanno presentato al mondo qualche giorno fa il primo singolo di L.L.A.M.A. La firma di questo artista con l’etichetta un evento, il DJ e produttore è infatti la prima minifigure LEGO a firmare un accordo con un’etichetta discografica. Il brano dal titolo “Shake“, che vede la partecipazione anche di NE-YO e Carmen DeLeon è disponibile sulla nuova app LEGO VIDIYO e in tutte le piattaforme di musica digitali.

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A fare da regista per il video ufficiale della canzone che trovate a fondo articolo è stato Will Kindrick, che ha già lavorato con artisti del calibro di Ice Cube, Brian Wilson e She & Him. L.L.A.M.A, il cui nome è un acronimo per Love, Laughter And Music Always, diventa così anche il primo artista a pubblicare una canzone tramite LEGO VIDIYO. Le minifigure dei nuovi set LEGO VIDIYO si prestano infatti ad essere animate in realtà aumentata tramite l’utilizzo dell’apposita app per smartphone. Si tratta di un’esperienza di gioco innovativa di creazione di video musicali progettata per i bambini, volta a celebrare ed espandere la loro creatività e la passione condivisa per la musica.

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Con LEGO VIDIYO il controllo dei concerti sarà nelle vostre mani (foto e video)

La demo di Outriders è disponibile per tutti da domani! Ecco perché vale la pena provarla (video)

È passato poco più di un anno da quando Square Enix rivelò l’arrivo di Outriders con un trailer a febbraio 2020, ma ora finalmente l’attesa è finita: da domani 25 febbraio sarà possibile provare la demo giocabile. Si tratta di un’anteprima davvero golosa per due motivi: primo, è totalmente gratuita; secondo, mette a disposizione dei giocatori non scampoli e brandelli, ma il gioco intero!

Ovviamente non saranno disponibili tutti i contenuti, ma soltanto una parte, anche se abbondante e comunque più che sufficiente per farsi un’idea di cosa ci aspetta dal primo aprile. Gli interessati avranno a disposizione tutto il primo capitolo della campagna per circa 3 ore di gameplay. Un altro vantaggio per  chi deciderà di partecipare alla demo è che tutti i progressi verranno mantenuti quando si acquisterà la versione completa del gioco (che tra l’altro prevede l’upgrade gratuito alle console di nuova generazione).

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Se ancora non siete convinti potete guardare i 7 minuti del primo video qui sotto, che vi forniranno altre valide ragioni per non perdere l’occasione. Se invece volete approfondire alcuni aspetti più tecnici nello sviluppo, soprattutto per quanto riguarda la versione per PC, potete gustarvi il quinto broadcast di Outriders andato in diretta qualche ora fa su YouTube.

L’appuntamento è quindi fissato a domani 25 febbraio 2021 alle 18:00 su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X | S, Xbox One, Steam e GeForce Now. Come dicevamo, la versione completa del gioco sarà pubblicata il primo aprile e sbarcherà anche su Epic Store e Google Stadia, nel frattempo potete trovare maggiori informazioni sul sito ufficiale.

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Dopo uno sviluppo durato 3 anni, sta per arrivare Project Cars Go (video)

Non si avevano notizie di Project Cars Go da quando nel 2018 Gamevil ne annunciò l’inizio dello sviluppo. Ora però il gioco di corsa è finalmente disponibile per la pre-registrazione sul Google Play Store, almeno negli Stati Uniti. Il suo rilascio potrebbe quindi essere vicino, anche se non si hanno conferme in merito.

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Project Cars Go è stato oggetto di una open beta in alcune regioni nordiche dell’Europa, dalla quale sono anche spuntati dei video gameplay non ufficiali. Guardando il video a fondo articolo vi accorgerete che purtroppo si tratta di un drag racer ad un solo tocco, sulla scia della serie CSR Racing e i suoi cloni. Iscrivendovi alla pre-registrazione, guadagnerete gratuitamente alcuni premi quando il gioco sarà lanciato. Le pre-registrazioni saranno aperte per tutti a partire dal 23 febbraio, quindi sembra che l’attuale annuncio negli Stati Uniti sia parte di un lento rollout.

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WhatsApp introduce una funzionalità che cambia il modo di inviare i video (foto)

Tra le varie funzioni scovate nella versione 2.21.3.13 di WhatsApp Beta, una in particolare è in corso di rilascio e riguarda l’ambito della condivisione dei video.

Infatti, a partire da ore gli utenti Android che si servono di questo servizio di messaggistica istantanea per conversare con i loro contatti potranno decidere di rendere muti i loro video prima di inviarli. Questa opzione è utilizzabile nella sezione di editing video.

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Al momento WhatsApp sta distribuendo ai molti suoi utenti beta questa funzionalità, che noi stessi vi segnaliamo come presente su uno dei nostri dispositivi. Per poter godere in anteprima di queste novità vi ricordiamo che potete iscrivervi al programma Beta visitando la seguente pagina.

Immagini

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WhatsApp introduce una funzionalità che cambia il modo di inviare i video (foto)

App più redditizie di dicembre 2020: i video fanno da padroni

Come ogni mese, il sito Sensor Tower condivide quelle che sono le applicazioni che hanno reso di più durante il mese appena trascorso.

Per quanto riguarda dicembre 2020, l’app che ha generato più incassi è stata TikTok. Il celebre social network cinese ha generato circa 142 milioni di dollari, triplicando il risultato ottenuto l’anno precedente. Di questi, circa l’86% proviene dall’app Douyin, versione del social presente solo su territorio cinese, il 7% dagli Stati Uniti e il 2% dalla Turchia.

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Medaglia d’argento per YouTube, che si riconferma la seconda app per ricavi ottenuti, stesso risultato di novembre. Sono circa 95 milioni di dollari i ricavi per l’app di condivisione video di Google, con ben il 52% di questi provenienti dagli USA. Terzo e quarto porto per Tinder e Disney+, che ci fa capire come le applicazioni in qualche modo legate alla multimedialità (ad eccezione di Tinder) siano le più popolari tra gli utenti.

Differenze si notano se confrontiamo i dati dei due principali store di applicazioni: mentre su App Store di Apple la “classifica” è del tutto analoga, soprattutto nelle prime posizioni, su Play Store la situazione cambia e Google One si trova al primo posto delle app più redditizie, seguita da Disney+ e Piccoma, servizio in abbonamento attivo in Giappone per manga.

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App più redditizie di dicembre 2020: i video fanno da padroni