OnePlus mostra il teaser della nuova Warp Charge a 65W e la Dual Battery di OnePlus 8T (foto e video)

OnePlus ha sempre posto particolare attenzione all’aspetto della ricarica dei suoi smartphone. La Warp Charge, ormai marchio di fabbrica dei dispositivi OP è una delle funzioni più apprezzate e indubbiamente più utili. Per la prossima generazione di telefoni, a partire proprio dall’OnePlus 8T, l’azienda avrebbe addirittura l’intenzione di premere ulteriormente sull’acceleratore.

OnePlus ha infatti pubblicato un video teaser su Youtube chiamato Never Slow Down, in cui per l’appunto si fa riferimento alla velocità della ricarica tramite cavo, che potrebbe essere di ben 65W. Ad ulteriore conferma di ciò è apparsa una nuova immagine sulla pagina dell’evento di lancio che mostra la struttura interna dello smartphone. Ciò che salta subito all’occhio è il fatto che la batteria sarà divisa in due, esattamente come su Oppo Find X2 e X2 Pro. Questa soluzione permetterebbe infatti di supportare la ricarica a 65W senza rischi per la batteria stessa.

LEGGI ANCHE: L’ultima indiscrezione sul prezzo di OnePlus 8T probabilmente non vi piacerà (aggiornato: o forse sì?)

OnePlus sta certamente calcando la mano sul fronte teaser per alzare l’hype dei consumatori, molti dei quali già in trepidante attesa per l’evento di lancio ufficiale.

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Tutto quello che dovete sapere su Galaxy S20 Fan Edition: il video che lo mostra all’opera (video)

Galaxy S20 Fan Edition sarà il nuovo smartphone che Samsung ufficializzerà il prossimo 23 settembre, durante un evento in cui riceveremo le conferme a tutti i rumor che sono trapelati nei giorni scorsi. A completare il quadro è appena arrivato un lungo video che lo mostra all’opera.

Il video che vedete in fondo a questo articolo arriva da Jimmy is Promo, lo stesso che condivise le immagini dello smartphone qualche giorno fa. Il video mostra Galaxy S20 FE all’opera durante le classiche attività, come la navigazione nell’interfaccia utente, tra le impostazioni di sistema della One UI 2.5 e nell’interfaccia dell’app Fotocamera.

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Il video non mostra particolari novità software rispetto a quanto visto sulla One UI dei Galaxy S20 ed S20+, che vediamo nel video al fianco di Galaxy S20 FE. In questo articolo potete dare uno sguardo approfondito alla scheda tecnica ufficiosa di Galaxy S20 FE.

Vi ricordiamo che al momento rimane solo da conoscere il prezzo e la disponibilità del nuovo dispositivo di Samsung, staremo a vedere quale variante (LTE o 5G) arriverà ufficialmente in Italia.

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Samsung Galaxy Note 20 vs Note 20 Ultra vs Note 10+: quale scegliere? (foto e video)

Dopo aver recensito Samsung Galaxy Note 20 abbiamo deciso di realizzare anche un video dove raccontiamo tutte le differenze fra questo modello e Galaxy Note 20 Ultra 5G. Ci siamo però rapidamente resi conto che in questo 2020 il secondo modello sarebbe risultato decisamente più appetibile, quasi senza appello, nonostante il prezzo decisamente superiore. Abbiamo quindi scelto di aggiungere un terzo “concorrente” al confronto: Samsung Galaxy Note 10+ del 2019.

Quello che dimostreremo è come Galaxy Note 20 non sia un acquisto particolarmente sensato, al netto di qualche ottima offerta. Rispetto a Galaxy Note 20 Ultra sono troppe le differenze e il prezzo è comunque troppo alto per il prodotto proposto. Al tempo stesso però chi volesse risparmiare qualcosa potrà ancora optare per Galaxy Note 10+ che batte il modello del 2020 su alcuni fattori, come RAM, memoria espandibile e qualità costruttiva (in buona parte i motivi per cui gli abbiamo preferito Note 20 Ultra 5G). Il tutto spendendo meno. Se però gli schermi curvi non fanno per voi potrete anche pensare ad un Note 10 Lite.

SCHEDE TECNICHE: Note 20 vs Note 20 Ultra 5G

Vi lasciamo quindi al nostro confronto video dove facciamo una più completa disamina dei prodotti e capiamo i punti forti dei vari modelli.

Video

Foto

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The Mandalorian Stagione 2 si mostra nel primo trailer: “this is the way”! (video)

La seconda stagione di The Mandalorian, la serie TV ambientata nell’universo di Star Wars disponibile esclusivamente su Disney+, arriverà in catalogo il 30 ottobre prossimo.

Oggi Disney e LucasFilm mostrano il primo trailer della seconda stagione. Un video che ci fa capire in quale direzione andrà la storia e che mette in campo un bel po’ di effetti in più della prima stagione. Sembra davvero di trovarsi di fronte ad una produzione simile a quella dei film della saga, con un protagonista però ben diverso.

A quanto pare il Mandaloriano dovrà raggiungere niente meno che i Jedi (dove non è ancora chiaro), definiti “enemy sorcereres” (stregoni nemici) per consegnare il giovanissimo esemplare della stessa razza di Yoda (The Child, meglio conosciuto come Baby Yoda). A frapporsi al suo obiettivo potrebbe non esserci solo l’Impero (o ciò che ne rimane). Bando alle ciance: ecco il trailer ufficiale di The Mandalorian Stagione 2!

The Mandalorian Stagione 2 Trailer

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Ecco OnePlus 8T in mostra da tutti i lati e (quasi) tutte le sue specifiche appena trapelate (video e foto)

Ormai sono praticamente passati cinque mesi dal lancio di OnePlus 8. Ciò significa che l’azienda cinese è pronta a presentare il suo nuovo modello: OnePlus 8T. Mentre l’annuncio ufficiale è atteso per la fine del mese o per l’inizio di ottobre, il telefono è stato da poco certificato dall’ente indiano BIS, segno che il suo arrivo è davvero imminente. A confermare tutto ciò è appena piovuta in Rete una serie di leak in cui lo smartphone viene mostrato da tutti i lati insieme a molte delle sue specifiche tecniche.

Le immagini che potete ammirare a fine articolo sono però basate su schemi interni e non sui soliti progetti CAD 3D, per cui non è possibile conoscere le dimensioni esatte del dispositivo. Mentre arriva una nuova conferma dell’assenza di un possibile OnePlus 8T Pro, l’unico modello si prepara a sfoggiare diverse novità, che a livello hardware lo metteranno alla pari se non al di sopra anche di OnePlus 8 Pro.

LEGGI ANCHE: La nostra prova di OxygenOS 11 su OnePlus 8

Lo schermo infatti ha una diagonale di 6,55″ in risoluzione HD+ e refresh rate a 120 Hz, il vetro sarà piatto con un piccolo foro nell’angolo in alto a sinistra per la fotocamera frontale da 32 MP (raddoppiata rispetto al passato). Il comparto fotografico sul retro sarà contenuto in una “toppa” (che non appare esattamente piccola), in cui i quattro sensori sono disposti a C con il flash LED. La lente principale sarà da 48 MP + un grandangolare da 16 MP + un macro da 5 MP + un sensore di profondità da 2 MP.

Contrariamente alle aspettative e ai primi benchmark emersi, sembra che OnePlus 8T possa essere equipaggiato con Snapdragon 865 ed essere lanciato in due tagli di memoria: 8/128 GB e 12/256 GB. La Batteria arriverà a 4.500 mAh, ma per la prima volta ci sarà il supporto alla ricarica a 65 W (era fermo a 30W da qualche anno ormai). Completano il quadro OxygenOS 11 con Android 11, connettore USB-C e microfono a cancellazione del rumore sul lato superiore. E il prezzo? Purtroppo ancora nessuna notizia.

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Annunciato Chronos: Before the Ashes: il gioco promette bene, ma il trailer è davvero strano! (video)

Avete presente Remnant: From the Asces? Lo recensimmo lo scorso anno, parlandone pure molto bene. I suoi creatori, Gunfire Games di THQ Nordic Studio hanno annunciato l’arrivo di Chronos: Before the Asces, titolo che di fatto rappresente il prequel del primo menzionato.

In Chronos il giocatore assumerà il ruolo di un giovane eroe intenzionato a salvare la sua casa da un male antico. Per fare ciò, il prescelto è inviato in un misterioso labirinto pieno di pericoli e creature mistiche, oltre che intriganti puzzle. Fin qui le premesse sono tutt’altro che invitanti, ma il dessert non tarda ad arrivare. La meccanica di gioco più interessante di questo Chronos (come peraltro suggerisce lo stesso titolo) è il tempo. Qualora infatti il giocatore dovesse morire, il suo personaggio non passerà a miglior vita del tutto, bensì dovrà aspettare un anno (di gioco, ovviamente) per poter rientrare nel labirinto.

LEGGI ANCHE: Remnant: From the Asces – Un giocone!

Ogni volta che si affronteranno i pericoli di quest’ultimo il personaggio sarà sempre più vecchio, e per questo meno forte e agile, ma più saggio e attento ai pericoli. Se tutto ciò è bastato ad attirare la vostra attenzione potete dare uno sguardo al trailer di presentazione anche se, detta tra noi, è piuttosto bizzarro.

In ogni caso, il titolo sarà disponibile a partire dall’1 dicembre 2020 per PC, Stadia, Xbox One, Nintendo Switch e PlayStation 4.

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Il dispositivo per rendere Wireless il vostro Android Auto (video)

Android Auto Wireless, ovvero la versione di Android Auto che non richiede l’utilizzo di un cavo per collegarsi all’auto, e ad oggi un progetto ancora estremamente poco diffuso, presente in una manciata di auto e di autoradio di terze parti. La situazione è simile per la controparte CarPlay di Apple, ma con una differenza non trascurabile: esistono degli accessori, già in commercio, per rendere Wireless un’auto che garantisce la compatibilità con CarPlay cablato.

La stessa cosa non è però vera per Android Auto che non ha mai avuto un prodotto simile in commercio, di nessun tipo. La storia cambia però oggi con la nascita di AAWireless, un nuovo progetto Indiegogo creato dalla stessa persona che ha realizzato vari software relativi al mondo di Android Auto, come CarNotifier, Headunit For Reloaded e AAGateway.

Il dispositivo è composto da una piccola scatola nera (che si può tranquillamente riporre nel portaoggetti centrale se l’auto ne è dotata) e che va connesso via cavo alla porta USB dell’auto. Questo box si occuperà di fare da “ponte” fra lo smartphone, che non avrà necessità quindi di nessuna connessione fisica con l’auto, e l’auto stessa. Stando alle informazioni sulla pagina di AAWireless (nome non proprio originalissimo) lo smartphone impiegherà circa 30-40 secondi per connettersi al box prima tramite Bluetooth e poi tramite Wi-Fi (noi crediamo si tratti di Wi-Fi Direct). Da quel momento Android Auto si avvierà normalmente sul display dell’auto. Ovviamente l’auto deve comunque essere predisposta per Android Auto e AAWireless non può aggiungere da solo la compatibilità di Android Auto al veicolo.

Altri requisiti? Solo che Android si almeno alla versione 9 Pie. Lo sviluppatore pensa che la compatibilità sarà quasi totale con le auto (Android Auto) e gli smartphone (da Android 9.0 in poi) in circolazione, ma ovviamente non si può assumere la responsabilità per combinazioni particolari che potrebbero rivelarsi “complicate”.

Il progetto è stato appena lanciato su Indiegogo e ci si può portare a casa un AAWireless per circa 46€ (che diventano circa 59€ con la spedizione in Italia) e consegna a dicembre 2020 (anche se con questi progetti “embrionali” è facile che le tempistiche si allunghino). Se volete far parte di questo progetto potete farlo alla pagina ufficiale su Indiegogo.

Grazie a Gabriele per la segnalazione

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Recensione ASUS Zenfone 7 Pro: per chi si è stancato del “solito” (foto e video)

L’attesa per Zenfone 7 Pro di ASUS è stata indubbiamente lunga (tanto che nell’ordine “classico” ce lo saremmo aspettati prima di ROG Phone 3). Una cosa che però abbiamo imparato da ASUS è che il calendario è secondario al realizzare lo smartphone che si aveva in testa e che affrettare le cose non è nell’indole della casa taiwanese. Scopriamo quindi la nuova punta di diamante dell’azienda.

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8.0

Confezione

La confezione di Zenfone 7 Pro contiene al suo interno, oltre ovviamente allo smartphone stesso, anche un alimentatore da 30W, oltre ad un cavo USB-C/USB-C e ben due cover. Abbiamo infatti una classica cover trasparente (anche se in questo caso rigida e non in silicone) e una cover action nera che oltre a proteggere ancora di più lo smartphone ha anche un piccolo blocco fisico della fotocamera per chi deve usare lo smartphone in situazioni più rischiose (almeno dal punto di vista del possedere uno smartphone con una parte mobile). A prescindere da questa funzione in un mondo di utilizzatori di cover (in cui chi vi scrivere è l’eccezione che conferma la regola), l’avere due cover in incluse è sicuramente un ottimo biglietto da visita.

8.0

Costruzione ed Ergonomia

Il 2020 è stato indubbiamente l’anno dei “super-padelloni” e questo Zenfone 7 Pro ha abbracciato in modo abbastanza convinto questa strada. Ci sono però delle ragioni di fondo per spiegare questa “crescita”, come le dimensioni del nuovo processore e il suo modem 5G e le dimensioni del nuovo modulo mobile della fotocamera. Per non sacrificare la batteria (punto sembra imprescindibile per ASUS) le dimensioni sono di conseguenza aumentate. È uno smartphone generoso in termini di dimensioni (con i suoi 9,2 millimetri di spessore) e soprattutto dal peso non trascurabile: 230 grammi. Per qualcuno potrebbe non fare nessuna differenza, ma è importante rimarcare come sia lontano dalla leggerezza che alcuni cercano.

In termini costruttivi però Zenfone 7 Pro è assolutamente promosso. La scocca in alluminio è molto rigida e lo smartphone è protetto sul retro da Gorilla Glass 3 e sulla parte frontale dal Gorilla Glass 6. La fotocamera è sempre realizzata con l’altisonante liquid metal che gli garantisce robustezza e flessibilità. Il sistema di apertura e chiusura della fotocamera emette un acuto rumore meccanico quando azionato, ma lo abbiamo trovato meno “invasivo” del modello precedente. L’azienda ha poi lavorato per permettere variazioni di inclinazione di 0,5 gradi, contro i 2 gradi precedenti, garantendo maggiore precisione, ma anche aumentando la robustezza del meccanismo.

9.5

Hardware

La scheda tecnica di questo Zenfone 7 Pro è ovviamente da vero top di gamma. Abbiamo l’ultimissimo Snapdragon 865+ di Qualcomm, processore octa core da 3,1 GHz, in Italia ad oggi esclusiva solo degli smartphone top di gamma di ASUS. Proseguiamo poi con 8 GB di RAM LPDDR5 e 256 GB di memoria interna UFS 3.1 espandibili tramite microSD, senza rinunciare a nessuna delle due nanoSIM. Apprezziamo molto l’attenzione alla velocità delle memorie e la possibilità di espandere lo spazio di archiviazione senza rinunciare a niente. Abbiamo la connettività 5G, il Wi-Fi 6, il Bluetooth 5.0 e il GPS dual band. Manca purtroppo anche quest’anno l’uscita video tramite cavo USB-C. Non è assente il chip NFC, anche se purtroppo dobbiamo dire addio al jack audio da 3,5 millimetri e alla radio FM (ci è stato confermato che il problema è stato solo lo spazio e non una scelta diversa). Apprezziamo come ASUS abbia però inserito un piccolo led di notifica nella parte inferiore dello smartphone. Per quanto riguarda gli sblocchi biometrici il lettore di impronte digitali “classico” è stato spostato sul lato destro e incastonato nel tasto di accensione, che è programmabile e funziona anche come tasto smart in due modalità diverse. Infine l’audio: stereo, grazie all’ausilio della capsula auricolare come secondo speaker. Il contribuito fornito da quest’ultimo non è particolarmente incisivo, ma in ogni caso l’audio offerto è decisamente buono in termini di volume garantito.

SCHEDA: ASUS Zenfone 7 Pro

8.0

Fotocamera

ASUS fa un passo avanti e porta a tre il numero delle fotocamere sul suo smartphone. Abbiamo un sensore principale da 64 megapixel ƒ/1.8, una 12 megapixel ƒ/2.2 grandangolare e una 8 megapixel ƒ/2.4 zoom 3x. Tutti i sensori hanno una sorpresa da raccontare: la lente principale e quella zoom hanno introdotto lo stabilizzatore ottico, cosa non affatto da poco considerando lo spazio a disposizione. Nella fotocamera grandangolare invece troviamo la messa a fuoco automatica al posto del fuoco fisso: questo ci permette di sfruttare questo sensore anche per le foto in modalità macro. I risultati di queste fotocamere sono buoni, seppur non sempre perfetti. Quello che stupisce di più è la quantità di dettaglio delle immagini e in quasi tutte le condizioni di luce l’ottimo bilanciamento dei colori. Quello che invece è apparso un po’ indietro rispetto alla concorrenza è il bilanciamento delle luci: se la scena è ben illuminata, anche se il cielo non è inquadrato direttamente, non è impossibile avere zone di forte luce con un po’ di “bruciatura”. Stiamo ovviamente trovando il pelo nell’uovo a delle buone foto, ma se parliamo dei top di gamma è più che giusto. Con scarsa luce, ma non al buio, i risultati sono intermedi: niente per cui gridare al miracolo e anche il dettaglio e il bilanciamento del colore fanno più fatica, ma le foto sono ancora assolutamente usabili. Arrivando a parlare delle foto al buio i risultati sono invece migliori, con una modalità notturna automatica che regala degli scatti più nitidi delle aspettative e con una buona gestione della (poca) luce.

Interessante anche il capitolo riguardante i video, ora possibili in 8K a 30fps, o in 4K fino a 120fps (selezionando lo slow motion) o ancora in modalità super stabilizzata (Hypersteady) in Full HD. In Full HD a 60fps possiamo anche passare dalla fotocamera classica a quella grandangolare senza interrompere la ripresa. Entrambi i sensori supportano comunque anche il 4K a 60fps. I risultati di queste videocamere sono più che buoni ed è forse qui che si è concentrato lo sforzo maggiore (per ora) dell’azienda. Le immagini sono nitide, la stabilizzazione buona e anche l’audio è stato decisamente migliorato (anche se il nuovo filtro contro il vento ha dato risultati altalenanti).

Quello che abbiamo descritto fin’ora è una fotocamera da top di gamma, ma non quella di un cameraphone. Eppure Zenfone 7 Pro ha comunque qualcosa di molto interessante da raccontare su questo fronte, visto che al momento è l’unico smartphone in circolazione ad utilizzare le stesse fotocamere, grazie ad un meccanismo meccanico ribaltabile, anche come fotocamere frontali. Questo vuol dire utilizzare i migliori sensori a disposizione anche in modalità selfie, permettendovi filmati stabilizzati di qualità, grandangolari con messa a fuoco automatica o anche (non sapremmo perché) zoom 3x. È una libertà in termini di creatività veramente notevole e ad oggi, con la corsa ai fori nel display sempre più piccoli, un campo in cui ASUS più battere la concorrenza con facilità, lasciando gli altri smartphone decisamente molto lontani in termini di performance delle fotocamere frontali.

Il fatto che le fotocamere possano inclinarsi ha poi altri vantaggi e apre le porte a funzionalità come il panorama automatico o il tracking dei soggetti. L’azienda ha poi aggiornato il software introducendo dei comandi rapidi per delle inclinazioni intermedie pre-impostate. Qualcuno potrà trovare da queste funzionalità uno spunto interessante per “scatenare” la propria creatività: a nostro parere sono però piuttosto trovate di marketing, che servono a raccontare meglio un prodotto. Una verità c’è però: nessun altro smartphone può fare quello che Zenfone 7 Pro può fare in ambito di prospettive fotografiche.

9.0

Display

ASUS in questo top di gamma Zenfone ha voluto utilizzare uno schermo AMOLED, andando così a offrire una luminosità migliorata e contrasti superiori. La risoluzione è FullHD+ (1080 x 2400 pixel) e quest’anno abbiamo la compatibilità nativa con l’HDR10+, oltre che il supporto al 110% dello spazio colore DCI-P3. Le opzioni con cui giocare nelle impostazioni sono molte e vi permettono di attivare il DC dimming, una modalità always-on (che purtroppo non mostra ancora le notifiche) e potrete tarare lo schermo su 5 impostazioni diverse di colore, fra cui anche una personalizzata. Lo schermo è poi uno dei pochissimi in circolazione a non essere interrotto da notch o fori di sorta, rendendo l’esperienza multimediale eccezionale. In più i bordi sono decisamente stati ridotti rispetto al passato.

La grande novità di questo 2020, che ASUS non poteva esimersi dall’abbracciare, è poi indubbiamente la presenza del supporto alla frequenza di aggiornamento a 90 Hz, oltre alla classica a 60 Hz. Questo può garantire una fluidità di sistema decisamente superiore rispetto al passato. L’azienda poi implementa di default una modalità Auto, che utilizzerà la velocità classica nei contesti in cui non se ne trarrebbe beneficio, ma anzi solo consumi energetici superiori.

9.0

Software

ASUS Zenfone 7 Pro arriva sul mercato con la Zen UI 7 che porta con sé alcune novità ma che fa del suo essere stock un pregio e un vanto. L’azienda, come poche altre in realtà, ha voluto mantenere la base del software realmente uguale a quella offerta da Google in Android stock e andare poi ad aggiungere funzioni e opzioni in modo il meno invasivo possibile. E le opzioni interessanti non mancano. Abbiamo una dark mode automatica, la possibilità di programmare la doppia pressione o la pressione prolungata del tasto di accensione, la possibilità di sdoppiare le app per utilizzarle con due account e game genie per massimizzare le prestazioni durante il gioco e diminuire le distrazioni. Possiamo poi registrare lo schermo, modificare alcuni aspetti del tema, bloccare con un PIN o nascondere alcune app e anche, ormai funzionalità sparita da quasi tutti gli smartphone, registrare le telefonate.

L’azienda si vanta poi di aver migliorato ancora la velocità di avvio delle app e del sistema in generale. Difficile valutare questo aspetto, visto che già sui modelli precedenti la fluidità e velocità del sistema erano massime, ma fa sempre piacere che le aziende si applichino attivamente in migliorare questi fronti.

8.5

Autonomia

Zenfone 7 Pro ha a disposizione una batteria da ben 5.000 mAh che garantisce allo smartphone, anche utilizzato in modalità di schermo Auto o fisso a 90 Hz ampiamente una intera giornata lavorativa. Non è impossibile arrivare a due giorni in modalità Auto con un utilizzo medio e diventa ancora più facile se lo schermo viene “bloccato” a 60 Hz. In ogni caso si tratta di uno smartphone che non delude affatto in termini di consumi energetici.

In più la ricarica è ora rapida a 30W, facendo contenti anche chi cerca un metodo per prolungare rapidamente l’autonomia del telefono. Quello che ci ha stupito di più però è il lavoro che ASUS ha fatto per prolungare non tanto l’autonomia nel breve termine ma la vita della batteria negli anni fornendo all’utente vai strumenti. Abbiamo la possibilità di abilitare la ricarica lenta, la possibilità di abilitare la ricarica con termine della stessa all’ora in cui la mattina suona la sveglia e una modalità che limita la ricarica massima all’80 o al 90%. Bloccandola all’80% ASUS garantisce dopo 500 cicli di ricarica un calo della vita della batteria del 7% invece che del 15% (il doppio!).

7.5

Prezzo

Il prezzo di Zenfone 7 Pro, rispetto a Zenfone 6 del 2019, è indubbiamente salito, una sorte purtroppo comune a tutte le aziende. Per fortuna non i prezzi non sono schizzati alle stelle e anzi sono rimasti nella fascia di quella che noi chiameremmo “ragionevolezza”. ASUS Zenfone 7 Pro infatti è disponibile da subito (1° settembre) in preordine a 799€. Sarà disponibile entro metà settembre anche sul sito Unieuro e negli ASUS Gold Store. Si tratta di un prezzo decisamente interessante e che, sopratutto considerando la tecnologia e la CPU utilizzata, dimostrano determinazione da parte di ASUS.

ASUS Zenfone 7

ASUS, oltre alla variante Pro, lancia sul mercato ovviamente anche una variante “base” di questo smartphone. Le differenze sono nella presenza del processore Snapdragon 865 (invece della variante plus), dell’assenza della stabilizzazione ottica nella fotocamera principale e quella zoom e nel fatto che la memoria interna sia da 128 GB, seppur sempre in tecnologia UFS 3.1 e sempre espandibile fino a 2 TB. Il prezzo è di 699€.

Foto

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Pixel 4a è protagonista del teardown più rilassante di sempre (video)

Pixel 4a è il nuovo medio gamma che Google ha presentato ma che non ha ancora lanciato ufficialmente sul mercato, per vederlo dalle nostre parti dovremo infatti attendere ottobre. Potete comunque farvi un’idea di cosa offre guardando la nostra recensione. Se poi non vi bastasse potete anche godervi il suo teardown rilassante.

Sì, avete capito bene: iFixit, il team famosissimo per le sue guide di riparazione e per i suoi teardown degli smartphone e non solo, ha realizzato un teardown di Pixel 4a particolarmente silenzioso. Il video infatti non include descrizioni vocali ed è concepito proprio per trasmettere esclusivamente i rumori caratteristici del disassemblamento completo dello smartphone.

LEGGI ANCHE: Google Pixel 4a, la recensione

Il teardown di Pixel 4a è stato semplicemente di tipo introduttivo, infatti non è stato ancora assegnato un punteggio di riparabilità e non è stato strutturata la sua guida di riparazione. Il video però ha messo in evidenza alcuni denominatori comuni con Pixel 3a: la procedura di estrazione del display è simile e non implica un particolare riscaldamento, e lo stesso vale per il frame metallico posto al di sotto del display. Anche le viti sono caratterizzate dallo stesso standard Torx.

L’estrazione del case posteriore e dello speaker audio è risultata più complicata del previsto a causa della presenza di alcuni cavi da sbrogliare. Per fortuna l’estrazione della batteria è risultata semplice, come visto per Pixel 3a, aggiungendo dell’alcol. Il video completo potete godervelo direttamente attraverso il player qui in basso.

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Date un’occhiata a come funziona la Flex Mode rinnovata sul nuovo Samsung Galaxy Z Fold 2 (video) (aggiornato)

Su Galaxy Z Flip abbiamo già visto all’opera la Flex Mode, ossia quella serie di adattamenti dell’interfaccia che permettono di sfruttare al meglio le varie posizioni che può assumere uno schermo pieghevole. Questa modalità sarà presente anche su Galaxy Z Fold 2, annunciato da Samsung da poco e in arrivo sugli scaffali di tutto il mondo.

Oggi, grazie a un video hands-on, possiamo vedere la Flex Mode più da vicino scoprendo le novità che porterà sul nuovo dispositivo. Come si può osservare nel filmato la modalità è stata migliorata sotto diversi punti di vista, anche se gli esempi mostrati coinvolgono solo fotocamera, galleria e messaggi.

LEGGI ANCHE: Ora con “Il tuo telefono” potete usare il vostro Samsung dal PC

Nella fotocamera quando il telefono è aperto mostra a tutto schermo l’immagine che arriva dal sensore, mentre quando viene piegato in posizione verticale l’immagine si sposta a destra e sul pannello di sinistra appaiono le ultime foto scattate. Quando piegato, ma in orizzontale, invece trovano spazio anche una serie di comandi avanzati per la fotocamera.

Qualcosa di simile avviene anche con la galleria fotografica: aperto mostra a schermo pieno le varie foto, mentre da piegato un pannello viene dedicato ai dettagli dell’immagine. Infine possiamo vedere la Flex Mode all’opera con l’app dedicata agli SMS, per cui di default è disabilitata. Una volta attivata e piegato il display potrete scorrere le varie conversazioni sulla sinistra e contemporaneamente leggere il contenuto dei singoli messaggi.

Aggiornamento25 agosto 2020, ore 20:00

Aggiorniamo l’articolo con un nuovo video dal vivo di Galaxy Z Fold 2. Per chi non conosce il cinese però rimane solo da vedere il comportamento del telefono nelle diverse modalità e qualche esempio d’uso della Flex Mode.

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Apple Music inserisce Billie Eilish e altri artisti nel nuovo video spot “Worldwide” (video)

La settimana scorsa vi avevamo parlato di Apple Music 1, il nuovo nome che è stato scelto per Beats 1, la stazione radio che a partire dal suo lancio, avvenuto nel 2015, è riuscita ad affermarsi come una delle più ascoltate in tutto il mondo, e delle due nuove radio che entreranno a far parte delle fila dell’azienda di Cupertino: Apple Music Hits e Apple Music Country.

Ora, il servizio di streaming musicale della mela morsicata torna sugli schermi con un nuovo video pubblicitario intitolato “Worldwide” in cui possiamo vedere sfilare tra una scena e l’altra moltissimi artisti tra cui Billie Eilish.

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Il video dai mille colori e stili, che rimandano al gran numero di generi musicali, è coronato da una descrizione che riporta la visione che Apple ha voluto dare al suo servizio, ossia di un modo per avvicinare più che mai i suoi utenti “ad artisti iconici, a stelle nascenti, a nuove scoperte e a intrattenitori leggendari“.

Video

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Gotham Knights ufficiale: il nuovo capitolo della serie è realtà, e Batman… è morto! (video)

Gotham Knights svelato

Oggi 22 agosto, in occasione del DC FanDome, un evento virtuale su scala mondiale, Warner Bros Games Montréal e DC Comics svelano il nuovo capitolo videoludico della serie Batman Arkham. Una serie che, scusate se ci esponiamo, potremmo quasi definire storica, visto che è una delle trasposizione videoludiche dell’uomo pipistrello tra le più riuscite di sempre. L’ultimo capitolo, escludendo lo spin-off VR, risale a giugno 2015.

In ogni caso, visto anche l’arrivo delle console next-gen, gli sviluppatori sono finalmente pronti a svelarci i primi dettagli sull’inedito capitolo della serie. Solo che in qualche modo il nuovissimo Gotham Knights si stacca dalla serie, continuando sì sullo stile e sulla timeline di Arkham, ma ponendoci nei panni di nuovi protagonisti.

Bruce Wayne è morto. Il trailer si apre con questo annuncio shock, che ci fa capire in parte dove vuole andare a parare il gioco. Il fatto che non ci sia la parola Batman nel titolo poi è estremamente indicativa. Prima di morire, Bruce ha registrato un messaggio per i suoi “discepoli”, i cavalieri di Gotham, coloro che dovranno difenderla dalle minacce criminali in sua assenza. Assenza che, stando a quanto si capisce, sarà particolarmente prolungata visto che il cavaliere oscuro sembra bello che morto.

In ogni caso Gotham Knights dai filmati mostrati, oltre a metterci nei panni di un dinamico quartetto di eroi (Batgirl, Nightwing, Red Hood e Robin), sembra improntato su dinamiche classiche degli open world e degli action RPG in terza persona, ovviamente con una più spiccata vena action. La parte più “investigativa” nei due filmati mostrati non viene mai mostrata. In ogni caso la Corte dei Gufi, come anticipato dai leak delle scorse settimane, è coinvolta.

La parte co-op sembra più importante del previsto. Date un’occhiata al filmato gameplay che trovate qui di seguito. Non sappiamo se si potranno organizzare sessioni di gioco a quattro, coinvolgendo appunto tutti e quattro i cavalieri, ma sicuramente si potrà giocare in coppia anche affrontando gli obiettivi in modo disgiunto.

Uscita

Gotham Knights uscirà nel 2021. Sappiamo solo questo. Non sappiamo nemmeno quali siano le piattaforme coinvolte ma a occhio possiamo prevedere che il gioco ci sarà sulle console next-gen, PS5 e Xbox Series X, su PC e probabilmente anche su qualche servizio di streaming come Stadia o Project xCloud.

Trailer di presentazione

Nel trailer di presentazione Warner Bros. Games Montréal si è concentrata sull’introduzione storica che porterà i Gotham Knights a riunirsi, mostrando anche qualcosina sul gameplay. Ma c’è di più…

Gotham Knights Gameplay

… Subito dopo infatti è stato mostrato del gameplay nudo e crudo! Batgirl e Robin si trovano fianco a fianco a dover affrontare Mr. Freeze nel suo classico attacco climatico a Gotham. Il video ci mostra anche quelle che sono le dinamiche di coppia che si possono mettere su giocando in modalità co-op.

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Il Google Pixel 5 5G si mostra per bene negli ultimi render trapelati (foto e video)

Quelli presi in esame potrebbero essere i migliori render ufficiosi relativi al Pixel 5 da qui alla sua persentazione ufficiale (di cui ancora non si conosce la data). Estrapolati da un presunto modello CAD, le immagini e video ci mostrano come potrebbe essere il prossimo top di gamma di casa Google, comprese similitudini e differenze con il recente Pixel 4a.

Il family feeling c’è, eccome. La parte frontale rimane pressoché identica con cornici fine ed un foro in alto a sinistra per ospitare la singola fotocamera frontale. Il display inoltre sembra non avere alcun tipo di curvatura in prossimità dei bordi. Nella parte posteriore invece possiamo accorgerci della più grande differenza, quella relativa al modulo fotocamere; rispetto al Pixel 4a infatti il fratello maggiore potrà vantare 2 sensori (+ il flash LED), alloggiati in quadrato che ricorda molto quello del Pixel 4 XL.

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Sorpresa anche sotto il punto di vista dimensionale. La fonte racconta infatti di un dispositivo ingombrante circa 144,7 x 70,4 x 8,1mm (che diventano 8,5 nel camera bump), con i consueti tasti di accensione e regolazione del volume nella parte destra. Il lato inferiore ospiterà la porta di ricarica di tipo USB-C e due fori per gli altoparlanti, uno di essi destinato probabilmente al microfono principale. Un microfono secondario invece, incaricato della soppressione dei rumori, è collocato nella parte superiore. Manca, come d’altronde nel Pixel 4a, il jack audio.

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Ora Google mostra informazioni sugli incendi in tempo (quasi) reale su Maps e nelle ricerche online (video e foto)

Nei momenti di emergenza avere la informazioni giuste sull’ambiente che ci circonda è essenziale e può letteralmente fare la differenza tra la vita e la morte. Se ne sono accorti in prima persona alcuni ingegneri di Google quando anni fa scoppiò un piccolo incendio vicino alla loro sede di Haifa in Israele e online non appariva nulla: “le ricerche confermavano solo un mucchio di dettagli che già conoscevamo, ma niente sul grande incendio fuori dalle nostre finestre“.

Proprio per colmare questo vuoto informativo, Google ha annunciato di aver rilasciato un importante aggiornamento per il suo motore di ricerca e per Maps che mette in evidenza eventuali incendi boschivi. Il cambiamento climatico globale infatti ha reso sempre più frequenti gli episodi di combustione in natura e Paesi come gli Stati Uniti se ne sono accorti in prima persona negli ultimi anni.

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Dopo una lunga sperimentazione con il centro di gestione delle emergenze della California, la nuova funzione è stata ufficializzata oggi. Se si cerca su Google un incendio in corso, i risultati mostrano una mappa con i confini delle fiamme aggiornata in tempo quasi reale (circa una volta all’ora) oltre che notizie pertinenti, informazioni ufficiali e indicazioni sul comportamento da tenere sotto un banner rosso con la scritta “SOS Alert”.

Aprendo Google Maps invece vengono evidenziate le strade chiuse ed eventuali percorsi consigliati per evitare pericoli e blocchi stradali. La linea del fuoco è evidenziata in rosso ed è generata dall’Earth Engine di Mountain View usando i dati satellitari forniti dalla National Oceanic and Atmospheric Administration. Al momento il servizio riguarderà solamente gli USA, ma BigG ha dichiarato di voler implementare la novità anche in altre nazioni insieme ad ulteriori funzioni per le emergenze. L’unica vera pecca è che serve avere una connessione internet, qualcosa che non va dato per scontato in certe situazioni.

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ROG Phone 3 resisterebbe persino alle cannonate, ma l’accessorio per il raffreddamento… (video)

Dopo essere passato fra le mani di molti recensori in tutto il mondo, compreso il nostro Emanuele che vi ha già esposto le sue opinioni nel corso della recensione completa, ROG Phone 3 è ora pronto all’esame più doloroso: il test di resistenza di Zack, del canale YouTube JerryRigEverything.

Prima ancora di iniziare a torturare il nuovo gaming phone di ASUS, Zack ha dato un’occhiata alla confezione di vendita, con l’accessorio della ventola di raffreddamento – che funziona anche da stand e hub di porte – che subito ha attirato la sua attenzione. Sebbene non ci si possa lamentare di accessori aggiuntivi presenti in confezione, in questo caso la qualità costruttiva si rivela a dir poco disastrosa, con le pale della ventolina che saltano via sfiorandole con un dito e con i molti dubbi che sorgono sulla sua reale utilità nel raffreddare il dispositivo. Insomma, non fateci molto affidamento.

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Fortunatamente però, lo smartphone in sé mostra subito di essere fatto di tutt’altra pasta: il vetro anteriore e posteriore è al livello di tutti gli altri smartphone odierni in termini di resistenza ai graffi e la cornice è realizzata interamente in metallo (pulsanti compresi). Il lettore di impronte sotto al display sembra avere qualche problema di riconoscimento nel caso in cui le dita non siano perfettamente pulite, mentre la prova del fuoco è superata come molti altri schermi AMOLED, che resistono per circa 30 secondi, per poi subire un danno permanente, che tuttavia non inficia il funzionamento complessivo.

Infine, la prova più attesa: il bend test. Appena si prende in mano ROG Phone 3 per la prima volta, la sensazione di robustezza che ne si trae è immediata. E non si tratta soltanto di un’impressione: nonostante Zack tenti in tutti i modi di metterlo in crisi, lo smartphone non mostra flessioni né scricchiolii, dimostrando di non temere le sollecitazioni quotidiane. Promozione a pieni voti per ASUS, ma una maggiore cura nella realizzazione degli accessori sarebbe senz’altro gradita.

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