YouTube in futuro potrebbe farvi scegliere nelle impostazioni la qualità video che preferite

Lo sappiamo benissimo: quando avviamo un nuovo video su YouTube possiamo scegliere la qualità video che preferiamo (o la abbassa di proposito per ottime ragioni). Ma non sarebbe meglio avere una impostazione predefinita che ci permetta, magari, di puntare al massimo risparmio dei dati? In futuro potrebbe essere così.

XDA Developers ha infatti spulciato nel codice di YouTube 15.12.33 e ha beccato qualche nuova stringa che parla chiaramente di “Preferenze qualità video“, con alcune opzioni che parlano di “maggiore qualità” o “risparmio dati“, differenziando anche la qualità in base alla rete a cui si è collegati (Wi-Fi o rete mobile).

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Questi cambiamenti potrebbero arrivare in futuro, come potrebbero essere scartati: il fatto di aver trovato qualche riferimento all’interno del codice non ci assicura assolutamente che riceveremo ciò che è stato trovato. Certo è che potrebbe far comodo una voce del genere all’interno delle impostazioni. Voi la usereste?

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L’app YouTube ora vi invita ad Esporare i video che fanno Tendenza (foto)

Con uno switch lato server Google sta portando a tutti gli utenti da mobile una nuova sezione nell’app Youtube. Quella che fino a poco fa si chiamava “Tendenze” è stata ribattezzata in “Esplora” e ampliata per offrire anche altri contenuti. Se fate attenzione probabilmente potrete anche notare la variazione del nome e dell’icona alla prima apertura dell’app.

La nuova sezione è stata in test per un po’ ed ora Google la porta a tutti i dispositivi mobili, mentre l’interfaccia da Web rimane inalterata (al momento). Ora accanto alla Tendenze troviamo un gruppo di pulsanti che danno accesso a categorie di contenuti da esplorare in base al tema: Musica, Videogiochi, Notizie, Film e Moda e bellezza. Per gli utenti in lingua inglese sembra esserci anche la sezione Learn, non presente in italiano.

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Scorrendo la pagina c’è un feed di filmati guidati da i video di tendenza. Google approfitta dell’occasione per far sapere che mentre il feed è personalizzato per ognuno, le tendenze sono uguali per tutti gli appartenenti a una nazione/regione.

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“Nascondere i contenuti borderline sta funzionando”, fa sapere YouTube

Bufale e altri contenuti al limite delle norme di Youtube stanno circolando meno. Il tempo speso dagli utenti Usa a guardare video borderline suggeriti è calato del 70%. Lo ha affermato la ceo Susan Wojcicki in una (inconsueta) lettera indirizzata alla comunità per celebrare i 15 anni della piattaforma. Insomma, i correttivi introdotti lo scorso anno stanno funzionando. Tanto che ci sarebbe da chiedersi perché non siano stati varati prima.

La zona grigia di Youtube

Da tempo, il funzionamento di Youtube era accusato di assecondare il cosiddetto “bias”: gli utenti tendevano a trovare sulla piattaforma contenuti che confermano le proprie convinzioni. L’algoritmo, infatti, tende a dare maggiore evidenza a contenuti affini alle visualizzazioni precedenti. Una distorsione non voluta ma che comportava alcuni rischi. Si dà, ad esempio, grande evidenza a bufale come le teorie del complotto, il terrapiattismo, i contenuti no vax (poi vietati del tutto). Ma anche a contenuti (leciti) che ritraevano minori rivelatisi esca per circoli pedo-pornografici.

Le norme escludono alcuni video, come quelli che ritraggono violenza o nudità, infrangono il copyright, contengono minacce o molestie. Spesso, però, esiste una zona grigia nella quale sopravvivono contenuti definiti, appunto, “borderline”. Nel corso del 2019, dopo polemiche legate alla circolazione di tesi anti-scientifiche e video al confine tra opinione politica e incitamento all’odio, Youtube ha deciso di inibirli. Non compaiono (o lo fanno meno) tra i video raccomandati. Un disincentivo che adesso Wojcicki ha quantificato.

Scusate il ritardo

Il calo del 70% riguarda solo gli Stati Uniti (il primo Paese dove le novità sono diventate operative). Le modifiche sono attive (dallo scorso anno) in Brasile, Francia, Germania e Messico. E dal 2020 in Italia e Giappone. L’intervento, anche alla luce dei risultati, sembra essere utile, anche se tardivo. Secondo un’inchiesta di Bloomberg, infatti, la proposta di limitare la circolazione di contenuti borderline escludendoli dai suggerimenti sarebbe arrivata sulla scrivania di Wojcicki già nel 2016. Ma sarebbe stata ignorata per paura che potesse impattare sul coinvolgimento degli utenti.

Oltre alla zona grigia, la ceo ha ricordato gli sforzi per cancellare quella nera. Ha svelato che i video rimossi nel solo terzo trimestre 2019 sono stati “più di 8,7 milioni”. Oggi, ha affermato, “i contenuti problematici rappresentano solo l’1% di ciò che gli utenti guardano e vogliamo ridurre ulteriormente tale numero”. Anche perché la società è attesa nel 2020 a un’ulteriore sfida: l’integrità delle presidenziali statunitensi.

La musica, da nemico ad alleato

Wojcicki è solita scrivere ai creatori di contenuti ogni tre mesi. Questa volta, in occasione del compleanno di Youtube (nato il 14 febbraio 2005), ha deciso di rivolgersi a tutti gli utenti. Guardando al principio e ai problemi di copyright che la piattaforma ha dovuto affrontare, il panorama è completamente diverso. La ceo ha sottolineato che lo scorso anno la piattaforma ha pagato all’industria musicale 3 miliardi di dollari tramite pubblicità e abbonamenti.

Youtube non è però solo un palcoscenico digitale (che star come Justin Bieber e Billie Eilish hanno saputo sfruttare). La piattaforma ha anche avvitato programmi di supporto agli artisti, come Foundry, dal quale è emersa Dua Lipa. Sempre alla voce monetizzazione, sono sempre di più gli utenti che con Youtube riescono a campare: “Rispetto all’anno precedente, il numero di creatori che guadagna somme a cinque cifre è aumentato del 40%”. Anche se non si sa quanti siano. Wojcicki ha invece rivelato quanti canali hanno più di 100.000 iscritti. Son oltre 170.000.

Agi